«Vengo a Perugia per comprare droga». Chiesti 7 arresti. Il pm: «Fuori dal carcere tornano tutti a spacciare»

di Enzo Beretta
La Procura della Repubblica di Perugia impegnata in un’inchiesta antidroga ha chiesto l’arresto di sette tunisini di età compresa tra i 29 e i 43 anni, tutti accusati del reato di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso dell’indagine, coordinata dal pubblico ministero Laura Reale, che per tutti ha chiesto il carcere, sono emersi numerosi episodi di cessioni, soprattutto di eroina e cocaina, tra via Fiorenzo Di Lorenzo, praticamente a due passi dalla Procura, ai Tre Archi, nei pressi del parcheggio del bar Lo Chalet in via XIV Settembre, questa volta a fianco del tribunale, lungo la scalinata che collega via Tancredi Ripa Di Meana con via del Cortone, nella zona della stazione ferroviaria di Sant’Anna, nei pressi della fermata Pincetto del Minimetro e nel Parco Don Bosco.
Zaino con hashish e metadone L’indagine è iniziata nel febbraio 2025 quando sono stati segnalati episodi di spaccio sulle scalette che portano da via Fiorenzo di Lorenzo con via del Bucaccio: in quella circostanza i carabinieri hanno fermato un uomo che aveva appena comprato eroina e cocaina da due spacciatori nordafricani che quando si sono accorti della presenza delle divise hanno abbandonato nel sottopassaggio uno zaino nel quale c’erano 26 grammi di hashish (con i quali sarebbe stato possibile realizzare 287 dosi, è emerso dalle analisi di laboratorio) e 27 flaconi di metadone.
Pm: allarme e pericolo Sono state monitorate le cessioni: nel fascicolo dell’inchiesta ci sono numerosi verbali di acquirenti, fermati con la droga in mano, che hanno raccontato la frequenza con cui acquistavano e il prezzo. Eroina e cocaina da 20 a 40 euro a dose. Tra i tossicodipendenti sentiti c’è chi ha raccontato di venire a Perugia per rifornirsi. Il pm parla di condotte che destano allarme e pericolo commessi da persone che quando sono uscite dal carcere si sono rimesse a fare esattamente ciò per cui erano state arrestate: spacciare.
Rete criminale Gli inquirenti ritengono di aver individuato una rete di pusher maghrebini che svolge l’attività di traffico e spaccio in maniera sistematica e professionale, molte volte avvalendosi anche di sim-card intestate a ignari proprietari. La Procura è convinta che questi spacciatori nordafricani, parte di una rete criminale stabile, se lasciati liberi, continueranno a svolgere la loro attività di pusher e a soddisfare nuove richieste di droga. Così facendo la Procura intende prevenire il rischio di reiterazione delle attività di spaccio.
Interrogatori Davanti al giudice per le indagini preliminari Valeria Casciello sono iniziati gli interrogatori preventivi. Alcuni indagati finiti questa mattina davanti al gip sono difesi dagli avvocati Barbara Romoli, Rita Puce e Vincenzo Bochicchio.
The post «Vengo a Perugia per comprare droga». Chiesti 7 arresti. Il pm: «Fuori dal carcere tornano tutti a spacciare» appeared first on Umbria 24.
Source link



