A Forest Festival, un’oasi preziosa da tenersi stretto stretto. Andrea Cogno ci racconta il festival bresciano di giugno.

A Forest Festival rimane un’oasi preziosa da tenersi stretto stretto.
Parliamo di una kermesse artigianale nel bellissimo parco di Cigole, piccolo paesino della bassa bresciana, che da 5 anni a questa parte ospita una “tre giorni”, fatta di relax, buon cibo, area market, e come dicono bene loro, una ricerca da veri e proprio talent scouting in ottica di proposte, il tutto a prezzi popolari e rigorosamente free entry. Anche quest’anno, tra le mille e comprensibili difficoltà, si annovera una line up di tutto rispetto, portando in provincia di Brescia artisti, di cui, magari, sentiremo parlare in
futuro.
Abbiamo fatto due chiacchiere con Andrea Cogno, una delle sette teste pensanti dietro A Forest, nonché chitarrista dei Meteor.
Facendo una cronistoria, per chi ancora non lo sapesse, si può dire che abbiate preso in eredità il percorso del Nosilenz, mantenendo le peculiarità del festival che vi ha preceduto?
Il motivo per cui abbiamo iniziato il nostro percorso, è scattato proprio quando Angelo Zucchi (deus ex machina dietro venti edizioni del Nosilenz Festival, ciao Angelo!) ha comunicato la conclusione fisiologia del Nosilenz, quindi Carlo Toninelli (presidente della nostra associazione) non voleva che un appuntamento così presente e radicato finisse nel cassetto dei ricordi e ne abbiamo preso le redini, In accordo anche con Angelo stesso, abbiamo deciso, giustamente, di cambiare nome al progetto, ci sembrava corretto, anche se Angelo ci ha “accompagnato” nel passaggio di testimone, nella relazione con il comune; siamo partiti proprio in questo modo, quasi per gioco, per non far morire un lavoro ventennale e per dare una continuità / discontinuità all’abituale evento di inizio estate a Cigole.
Detto questo, ognuno fa poi le proprie scelte artistiche, voi siete orientati verso un sound più rumoroso, c’è ragionevole affinità, ma al tempo una nuova identità che separare nettamente le due direzioni, Horse Lordes, Telescopes, giusto per citare un paio di nomi che hanno calcato il palco in questi anni, cosa mi dici a riguardo in sede di direzione artistica?
Sicuramente noi abbiamo un’attitudine più legata al noise, ma anche ad un certo hardcore. Nella nostra associazione siamo in sette, esempio io e Beppe (Mondini) siamo più orientati appunto verso suoni più “pesanti”, Carlo, attento a tutto ciò
che esce di nuovo, Damiano (leader dei Bee Bee Sea), più orientato verso il punk rock, da quest’anno presente anche Davide Portesani (batterista dei Riccobelis), anche lui nel mondo del punk, quindi Marco Luppi, legato più al post-rock / psichedelia.
Il filo conduttore è quello dello scouting, quindi cercare proposte interessanti, sostenibili, realizzabili, alla nostra portata.
Facciamo proprio un lavoro certosino, compriamo le riviste di settore che indicano nuove proposte, le futuribili next big thing, le approfondiamo, poi ci arrivano offerte dai Booking, quindi dopo un ascolto immersivo, stiliamo proprio una classifica preferenziale, andando, quindi a scremare, per ovvi motivi, logistici, economici quelli irrealizzabili.
Un po’ come il Beaches Brew?
Assolutamente si, non abbiamo ancora fatto una collaborazione diretta con loro, ma Chris Angiolini e il suo team sono un punto di riferimento, se noti, ci sono proposte, che sono passate da loro, quindi da noi. Banale dirlo quanto siano bravi.
Presentaci la line up di quest’anno che conferma quelle degli anni passati, quindi ricerca in ottica internazionale, quest’anno appunto di scena Packaging e Punchlove, e la consueta attenzione per le cose migliori dell’underground nostrano, gli Zu mattatori della prima serata, che bissano i New Candies dello scorsa edizione, ovviamente supportati da guest in linea, ma…dimmi pure tu…
Il venerdì è la serata, come dire, un pò più “heavy”, congegnata e concentrata in un unica data appunto, quindi con i Submeet ad aprire le dance, band noise / industrial da Mantova, ottimamente recensita dalle riviste di settore, quindi quest’anno siamo chiamati in causa anche noi direttamente, io e Beppe Mondini con il nostro progetto Meteor, a chiudere gli ZU appunto, che, credo, non abbiano bisogno di presentazioni, in giro per presentare il disco nuovo “Ferrum Sidereum” uscito il 9 gennaio.
Il venerdì insomma bisogna portare i tappi!
Assolutamente! 🙂
Il sabato, invece, abbiamo questa band americana di Seattle, i Packaging, che incidono, manco a dirlo, per SUB POP, sono molto cool, e sebbene, lontani dal mio gusto personale, sono altrettanto curioso di ascoltarli live, in apertura Nic T da Verona, talentoso songwriter nostrano, a Cigole in full band. Quindi la domenica, in apertura Loneriver (Alessio Lonati), musicista bresciano, che fa un folk raffinato e di qualità, anche lui, come Nic T, con la band a supporto. A Forest 2026 si concluderà con i Punchlove, altra band americana, di Brooklyn, dediti ad uno shoegaze, indie, post indie e via dicendo, molto interessante.
Parliamo un po’ di un argomento più spinoso, le consuete e, se vogliamo risapute, difficoltà per organizzare un festival come A Forest oggi, quindi la logistica, l’economia (voi siete da sempre ad entrata libera) e tanto altro..
La nostra fortuna è, in primis, l’appoggio del comune stesso, esempio: l’esercito di volontari in cucina. Noi come associazione faremmo davvero fatica a gestire il tutto. Quindi, è nostro compito è occuparsi della parte artistico / tecnica e tutto quello che ci gira intorno, mentre appunto il comune, oltre a mettere a disposizione, il parco, che rimane una splendida location, ci supporta nel settore fondamentale quanto essenziale della ristorazione, perché, banalmente, il sostentamento del progetto arriva da quello che vendiamo, quindi il cibo e gli spazi espositivi, (gli affitti delle bancarelle), tutto a costi super popolari, che è una cosa positiva e controcorrente, ma ci mette sempre sul filo del rasoio per la chiusura dei conti.
Chiaramente per un eventuale upgrade, non legato solo al talent scouting, quindi la possibilità di ospitare band più altisonanti in termini di riscontro, dovrebbe prevedere un ticket di ingresso, ma per ora non è un’opzione che ci riguarda. Anche se mai dire mai, magari per una delle tre sere di una futura edizione.
Sempre line-up molto interessanti, quanto mai banali, è stato un bel percorso in queste 5 edizioni, ma un piccolo sogno nel cassetto, ovviamente non mission impossible, ma ipotesi che vivono di realtà, che, magari, per il futuro si possano pure
concretizzare.
Ma guarda, ci sono stati diversi nomi, per cui abbiamo cullato il sogno di riuscire a portarli in qualche modo, sicuramente, mi verrebbe da dirti gli A Place To BuryStrangers, ma anche sul versante italiano, potrei citarti Daniela Pes, con cui
abbiamo imbastito un “pour parler” prima del cosiddetto botto.
Grazie per la chiacchierata, ci si vede al festival il venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 giugno!
Grazie a voi!
PROGRAMMA DEL FESTIVAL:
VENERDÌ:
22:45 Zu
21:45 Meteor
21 Submeet
SABATO:
22:30 Packaging (USA)
21:30 Nic T
DOMENICA:
22:30 Punchlove (USA)
21:30 Loneriver





