Calabria

Allarme astensionismo: il caso emblematico di tre comuni della Calabria



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Il dato finale sull’affluenza alle urne restituisce la fotografia di un distacco sempre più marcato tra i cittadini e la politica locale. Se un tempo le elezioni comunali rappresentavano il momento di massima partecipazione, dove il legame diretto con i candidati riusciva a mobilitare intere comunità, oggi lo scenario è radicalmente cambiato. I casi di Tortora e Orsomarso in provincia di Cosenza e Fiumara in provincia di Reggio Calabria sono la testimonianza di una tendenza allarmante che merita un’analisi profonda.

I numeri del disimpegno

I dati percentuali emersi dalle urne delineano un quadro di desertificazione democratica senza precedenti per questi territori: Orsomarso 35,46; Tortora 21,34; Fiumara 36,74.

Il caso di Tortora appare come il più drammatico: appena un cittadino su cinque aventi diritto si è recato alle urne. Ma anche a Orsomarso e Fiumara la soglia critica del 40% non è stata superata, lasciando intendere che la maggioranza assoluta della popolazione attiva abbia scelto, consciamente o per forza di cose, di non partecipare alla scelta dei propri amministratori.

Le cause: lo “spettro” dell’Aire e lo spopolamento

Dietro a queste percentuali apparentemente bassissime non c’è solo la pur presente sfiducia verso le istituzioni, ma un fattore strutturale ben noto alle anagrafi dei piccoli comuni calabresi: il peso dell’A.I.R.E. (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero).

In moltissimi centri della Calabria, il numero dei cittadini iscritti nei registri elettorali ma stabilmente residenti all’estero (spesso emigrati in Germania, Svizzera o Sud America) o nelle regioni del Nord Italia per motivi di lavoro e studio, è altissimo. Poiché l’affluenza viene calcolata sul totale degli aventi diritto, la presenza di un corposo elettorato “fantasma” che non può o non riesce a rientrare per il voto finisce per far crollare matematicamente le percentuali reali.

Tuttavia, non si può ridurre tutto a un mero calcolo statistico. C’è anche una quota pesante di astensionismo reale. Lo spopolamento progressivo, la carenza di servizi nei piccoli borghi e la percezione che le amministrazioni locali abbiano scarsi margini di manovra economica e decisionale spingono soprattutto i più giovani a disinteressarsi della cabina elettorale.

Una democrazia a metà?

Quando un sindaco viene eletto con un’affluenza che oscilla tra il 21% e il 36%, si apre inevitabilmente un tema di rappresentatività. Chi siederà sulle poltrone dei Consigli Comunali di Tortora, Orsomarso e Fiumara dovrà fare i conti con la consapevolezza di governare avendo alle spalle il consenso effettivo solo di una ristretta minoranza della popolazione residente.

Il primo e più difficile compito delle nuove giunte sarà proprio questo: ricucire uno strappo sociale evidente e dimostrare, con i fatti e la presenza sul territorio, che la politica locale ha ancora un peso reale sulla vita quotidiana dei cittadini.


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