Scienza e tecnologia

Codex Micro: il pad meccanico di OpenAI per agenti AI

OpenAI ha finalmente un prodotto hardware da vendere, anche se non è quello che tutti aspettano. Niente smart speaker con ChatGPT integrato, niente dispositivo misterioso sviluppato con Jony Ive: per ora arriva Codex Micro, un pad di tasti meccanici pensato per chi usa la piattaforma di coding AI dell’azienda.

Il dispositivo nasce da una collaborazione con Work Louder, produttore di tastiere e controller specializzati, ed è pensato esplicitamente come strumento di controllo per gli agenti Codex, cioè i sistemi AI che scrivono e gestiscono codice in autonomia.

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Esteticamente, Codex Micro è un blocco quadrato di tasti meccanici che assomiglia molto al Creator Micro 2 di Work Louder, con 13 switch, un joystick, una manopola e un sensore touch. Il cofondatore di Work Louder, Mike Di Genova, ha spiegato che il dispositivo include sei tasti traslucidi che mostrano in tempo reale lo stato degli agenti Codex attivi: se un task è in esecuzione, completato, in attesa di feedback o ha incontrato un errore, il colore del tasto cambia di conseguenza.

Ci sono poi tasti configurabili per azioni comuni come push-to-talk, accettare o rifiutare modifiche al codice, e un set di 32 keycap aggiuntivi con icone Codex. Il joystick avvia workflow predefiniti, la manopola regola il livello di ragionamento dell’agente, e tutto è configurabile dall’app desktop di ChatGPT.

Il prezzo è 230 dollari, disponibile su Supply Co fino a esaurimento scorte: OpenAI non ha specificato quante unità siano disponibili, il che suggerisce una tiratura piuttosto limitata.

Vale la pena ricordare che questo lancio è separato dal progetto hardware principale di OpenAI, quello sviluppato con Jony Ive che secondo i rumor sarà una sorta di smart speaker per conversare con ChatGPT, atteso non prima del 2027. Quel progetto, tra l’altro, è finito al centro di una causa legale intentata da Apple per presunto furto di segreti industriali, accuse che OpenAI ha respinto.

Codex Micro è quindi un prodotto di nicchia, rivolto a chi usa già attivamente la piattaforma Codex per automatizzare il lavoro di sviluppo: difficile immaginarlo sul tavolo di chiunque non scriva codice professionalmente, ma è comunque un segnale che OpenAI sta iniziando a pensare all’hardware come estensione dei suoi servizi AI, non solo come gadget autonomo.


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