resta 48 ore sulla barella al pronto soccorso di Civitanova
CIVITANOVA – Passa 48 ore su una barella del pronto soccorso prima di essere ricoverata. La denuncia arriva dall’associazione Aurora per le Marche di Ancona che ha raccolto la testimonianza dei familiari di una donna di circa 70 anni. Il fatto è avvenuto tra la mattina di martedì e la sera di giovedì scorsi all’ospedale di Civitanova. La dirigente del pronto soccorso, Rita Curto, parla di «situazione disagevole per lei come per altre pazienti» ma assicura «che la donna ha ricevuto tutte le cure, i controlli e le terapie che avrebbe avuto se fosse stata ricoverata in reparto». Negati ritardi nella presa in carico e nell’applicazione della terapia.
La situazione
C’è un punto in cui l’associazione anconetana e la primaria concordano: si tratta di un problema di boarding. Il termine indica un paziente che ancora staziona nel pronto soccorso dopo che è stato visitato e che è stato disposto il ricovero, per mancanza di posti letto. Questo il racconto dei familiari raccolto dall’associazione Aurora per le Marche: «Alle 11 di martedì mattina una donna viene trasportata in ambulanza dopo una caduta in casa con una ferita alla testa. È confusa e non riesce ad alzarsi. Arriva al triage alle 11.30, rilevata una pressione bassa e uno stato di spossatezza e sonnolenza che si protrae da diversi giorni. Per dieci ore, rimane su una barella lungo la corsia, senza che nessuno le somministri un esame, un controllo, una parola medica.
Solo dopo la visita arrivano la Tac e le analisi del sangue. Il referto è allarmante: choc settico, valori ematici critici. I medici richiedono il ricovero immediato. Ma non c’è un posto letto, né a Civitanova né in altri ospedali delle Marche. Quella paziente rimarrà nel pronto soccorso fino al pomeriggio di giovedì 21 maggio (poi trasferita in una clinica convenzionata), più di 48 ore dall’ingresso». Quindi l’associazione riferisce alcuni dati del boarding: «Nel 2025 nelle Marche il 54,54% dei pazienti rimane bloccato oltre le 24 ore nell’unità di osservazione dei pronto soccorso».
La posizione
«Purtroppo quello del boarding è un problema in tutta Italia – conferma la dottoressa Curto – e ciò espone il personale del pronto soccorso a un elevato lavoro che non competerebbe loro. Dopo massimo otto ore i nostri pazienti dovrebbero essere o dimessi o ricoverati. Ma se non ci sono letti di certo non li abbandoniamo. Ci sono giorni che abbiamo 25 pazienti in reparto, con medici e infermieri che se ne occupano come fossero in corsia mentre continuano a gestire le altre emergenze. Chi entra è seguito fin dal triage, anche attraverso il Pc. Vengono disposti tutti gli esami. Anche nel caso in questione Tac, esami del sangue, controlli sono stati nei tempi. Ed è stata iniziata anche la terapia. Capisco il disagio, rimanere sul corridoio in barella non è la condizione ideale ma non è stata mai abbandonata. Purtroppo abbiamo avuto in carico pazienti per 5-6 giorni prima del ricovero».




