tre generazioni sul podio della Sprint all’Oceaman Cattolica

Il mare non ha barriere, non ha confini e, soprattutto, parla un linguaggio universale che oggi, nelle acque cristalline della Regina dell’Adriatico, ha scelto una declinazione decisamente femminile. La prima giornata di Oceanman Cattolica Emilia Romagna 2026 si apre sotto un sole splendente che ha riscaldato l’entusiasmo di centinaia di atleti, portando la temperatura dell’acqua a lambire i 20 gradi, cornice perfetta per un evento che celebra lo sport come motore di inclusione e turismo internazionale.
Il cuore pulsante del sabato è stato il podio della gara Sprint di 2 chilometri, un manifesto generazionale che ha visto tre donne straordinarie dominare la scena. La più veloce di tutte è stata Sara Lovato, regina della categoria 30-39 anni, capace di fermare il cronometro abbondantemente sotto la mezz’ora. Alle sue spalle, con un’energia che promette un futuro radioso, si è piazzata la giovanissima Agata Ferri: a soli 13 anni, Agata ha tagliato il traguardo visibilmente emozionata, dimostrando che il talento non aspetta la maggiore età. A chiudere questo podio d’eccezione è stata l’esperienza di Silvia Canazza, protagonista della categoria 50-59 anni, a riprova del fatto che nel nuoto in acque libere la preparazione e la passione possono annullare qualsiasi divario anagrafico.
Mentre le donne dettavano il ritmo, la competizione maschile si è risolta in un finale al cardiopalma. La vittoria è stata decisa da una volata mozzafiato tra tre atleti che hanno nuotato costantemente sotto il muro dei 25 minuti. Ad avere la meglio è stato Davide Morganti, che ha messo a frutto i suoi allenamenti quotidiani chiudendo in 24 minuti e 51 secondi. Un soffio lo ha separato da Elia Ragazzini e Ettore De Ambrosis, rispettivamente secondo e terzo in una sfida che ha confermato l’altissimo livello tecnico della manifestazione.
L’anima internazionale di questa edizione emerge con forza dai numeri: oltre la metà degli iscritti proviene dall’estero, sfidando anche le complessità geopolitiche e logistiche del momento. Tra i gruppi più numerosi e vivaci si è distinto quello della Lituania, una delegazione di amici e atlete entusiasti non solo della competizione, ma anche dell’accoglienza e della cucina romagnola. Molti di loro torneranno in acqua già domani per le sfide più dure, la Half Oceanman di 5 km e la “gara regina” da 10 km.
Il successo di Oceanman non è però solo una questione di cronometro. L’evento incarna perfettamente i valori che hanno portato Cattolica a essere proclamata Comune Europeo dello Sport 2027 da Aces Europe. Dalle prime bracciate dei piccoli della Oceankids alle performance dei nuotatori paralimpici, il mare di Cattolica si conferma uno spazio dove la sicurezza è il presupposto fondamentale del divertimento. Un dispositivo collaudato di moto d’acqua, gommoni e soccorritori vigila su ogni atleta, obbligato a indossare la boa di segnalazione, garantendo che anche i momenti di difficoltà si trasformino in semplici aneddoti da raccontare a fine gara.
Con la giornata di domenica ormai alle porte, Cattolica si conferma capitale mondiale del nuoto outdoor. L’evento non solo allunga la stagione turistica, ma proietta la Romagna su palcoscenici globali, attirando atleti che, come già accaduto con le numerose delegazioni cinesi negli anni passati, scelgono l’Adriatico per vivere un’esperienza sportiva e umana senza pari. La magia di Oceanman continua, tra l’energia delle onde e il calore di una terra che sa fare dell’ospitalità un’eccellenza mondiale.
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