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Randa Masoud: «A Gaza la situazione non è migliorata»

– «È imbarazzante e doloroso dover ammettere che, a sette mesi dal cosiddetto cessate il fuoco, la situazione non è migliorata affatto. Le condizioni sanitarie restano catastrofiche». Per qualche minuto la voce di Randa gracchia, arriva a singhiozzo, ma la sua immagine resta nitida. Quasi fosse a pochi chilometri di distanza, e non in una clinica nella Striscia di Gaza, nella città di Deir el-Balah. Randa Masoud è coordinatrice medica di Médecins Sans Frontières dal 2024, ma lavora da 14 anni nella pianificazione delle emergenze sanitarie nella Striscia. Il suo intervento al Festival dell’Economia di Trento, nel panel «Gaza e la Cisgiordania da non dimenticare», è la descrizione di una crisi ancora gravissima: il cessate il fuoco voluto dal presidente americano Trump non ha prodotto miglioramenti concreti. «Prima della tregua si contavano oltre 72mila morti e più di 172mila feriti. Pensavamo che almeno le uccisioni e i ferimenti sarebbero finiti, ma i palestinesi continuano a essere colpiti ogni giorno».

«L’11 maggio – prosegue l’operatrice – un bombardamento ha colpito un rifugio per sfollati pieno di donne e bambini, a 400 metri da una struttura di Médecins Sans Frontières. Pochi giorni dopo, il 17 maggio, un altro attacco ha centrato una cucina comunitaria che distribuiva cibo agli sfollati, causando tre morti e numerosi feriti».

Secondo i dati del Ministero della Salute di Gaza e della World Health Organization, citati da Randa, il 50% delle forniture mediche essenziali è esaurito, compresi farmaci di base e chemioterapie. Solo il 53% degli ospedali e il 58% dei centri di assistenza primaria risultano ancora parzialmente operativi.

Masoud (MSF): nonostante il cessate il fuoco continuano attacchi a Gaza

I servizi, tutti i servizi, a Gaza versano in una situazione catastrofica. Il comitato di tecnici palestinesi scelti soprattutto dal Board of peace che avrebbe dovuto provvedere all’amministrazione delle emergenze, non è mai entrato nella Striscia. «L’accesso ad acqua potabile, servizi igienici e prodotti per l’igiene resta estremamente limitato. I rifiuti si accumulano ovunque. Lavoro da oltre 14 anni a Gaza, ma non avevo mai visto roditori mordere il volto di bambini e neonati».

C’è anche un’altra grande emergenza di cui si parla poco: i traumi mentali, le ferite dell’anima. «L’Oms e il Cluster Salute, prosegue Randa Masoud, hanno verificato che oltre un milione di persone a Gaza necessitano di supporto psicologico e psicosociale. Uno studio del 2025 sugli adolescenti della Striscia ha rilevato che circa l’80% presenta sintomi di disturbo post-traumatico da stress».


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