Da Cagnotto a Corrarati: «A Bolzano fare la spesa costa troppo» – Bolzano
BOLZANO. Pioggia di critiche al question time in Parlamento sulla premier Meloni perché, a detta dell’opposizione, non sarebbe in grado di comprendere appieno le dinamiche del Paese non recandosi nemmeno mai a fare la spesa al supermercato. «Ci vado eccome», ha ribattuto la premier, «ci sono stata anche sabato». Raccontando poi tutti i particolari. Un topos irrinunciabile della politica italiana, questo, ma in effetti la spesa è una cartina di tornasole dell’attuale situazione socio-economica.
Anche e forse soprattutto a Bolzano che, da lunghi anni, anzi potremmo tranquillamente dire da decenni, si distingue per il carovita, che pesta sempre più pesante. Confermano politici e sportivi: Tania Cagnotto, Claudio Corrarati, Johanna Ramoser, Marco Galateo, Gianluca Vallini, Bob Oberrauch. Ormai, e a ben vedere è questo il fatto davvero triste dell’intera faccenda, mangia bene quasi soltanto chi può permettersi di spendere certe cifre. E comunque, anche chi a casa può far conto su uno o magari anche due buoni stipendi, comincia a stare all’occhio.
Prezzi stellari
Per capire come stiano le cose nella nostra città basta recarsi in un qualunque supermercato bolzanino di un qualsiasi quartiere. E guardare i prezzi dei beni di largo consumo. Il latte intero ormai sta a 1,79 euro, sempre se non vuoi il latte fieno di montagna, perché per quello si arriva come ridere a 1,95 euro. Uno yoghurt alla frutta nostrano sta invece a 0,59 euro. I pomodori cuore di bue? Arrivano a 3,59 euro.
Anche se il clou si vede al reparto del pane. Si fotografa una situazione inimmaginabile in qualunque altra città del resto del Paese. Le semplici rosette veleggiano verso i cinque euro al chilo, ma se cerchi i segalini stiamo a 7,99 euro. E, attenzione, non sono esattamente i segalini del panificio doc fatti a mano eccetera eccetera. Proprio davanti al banco del pane, una signora in là con gli anni, ma cui non difetta la verve, parlotta a mezza voce. Racconta all’amica che le sta accanto: «Sai che facevo la professoressa di matematica, vero? Sono anziana, ma i conti so ancora farli bene. I Vinschgerle ormai hanno raggiunto le 15 mila lire al chilo. Pazzesco. E per fortuna che mi hanno ritirato la patente, che almeno così non faccio più il pieno di gasolio».
Gli sportivi mangiano sano ma spendono
«Se vado a fare la spesa?», domanda Tania Cagnotto. «Ovviamente sì, non sono mica la Meloni, ma posso capirla, se non trova tanto tempo per fare la spesa. Personalmente, sul mangiare cerco di non badare a spese. Compro prodotti a Km 0, bio, raramente al supermercato. Preferisco i negozietti piccoli, quando riesco vado al mercato dei contadini. Non sono informatissima sui prezzi dei supermercati. È brutto dirlo, ma sul cibo non risparmio. Piuttosto vado a mangiare fuori una volta in meno, ma la carne la compro bio, dal macellaio, non al supermercato». Bolzano però è carissima, conviene Cagnotto: «Una città costosissima; avevo compagni di squadra che volevano trasferirsi qui ma hanno rinunciato. Siamo un’isola felice, in bici in 5 minuti porti i figli a scuola e a fare sport, niente mezz’ore in auto, tanti vantaggi, certo, ma i prezzi…»
Sulla medesima lunghezza d’onda l’hockeista del Bolzano Gianluca Vallini, spesso a fare la spesa assieme alla moglie, la tennistavolista Debora Vivarelli: «In Alto Adige in generale mi sembra di comprare poco, sempre meno, e di uscire fuori che ho speso sempre 100 euro. Rispetto ad altri posti qui costa tutto molto di più. Ho vissuto in Veneto per quattro anni, lo so bene» Girano molto, gli atleti, per via delle trasferte, e poi tengono a mangiare sano. «Se poi cerchi un attimo di stare anche un po’ attento a quel che mangi, per dire se vuoi la carne di qualità, e devi andare dal macellaio… Per il Grana a Bolzano siamo arrivati a cifre impressionanti, idem per la carne. E quando esci, con quello che hai comprato, non è che puoi farti tanti grandi piatti. Dicono convenga mangiare a casa, rispetto ad andare fuori a cena, ma a Bolzano non so più quanto sia vero. Se poi ci metti che ad Asiago un appartamento, piccolo eh, mi era costato 80 mila euro, e qui con quei soldi a Gries ci compri un garage…»
Un altro hockeista, Bob Oberrauch, invece ammette: «Fare la spesa è rilassante, piacevole, anche divertente, ma a dire la verità non ci vado proprio molto spesso. Di norma se ne occupa la signora che mi fa da governante. Però, devo dire che quando ci vado, prendo tre o quattro cose e mi arrivano certi scontrini… Mi viene spesso da domandarmi cosa ho comprato, per pagare così tanto…»
Sindaco e assessori
L’assessora comunale Johanna Ramoser tiene a sottolineare: «Non sono una Vip, certo che faccio la spesa, e anche tutti i giorni. Tengo in modo particolare a sostenere i negozi di vicinato. Ma, certo, a Bolzano occorre essere molto oculati, fare per bene i conti. Più che altro, sono fortunata perché mi aiutano i miei». Insomma, i santi nonni. «Perché per una donna, fra lavoro, famiglia, figli, è davvero molto complicato».
«I prezzi sono sicuramente alti rispetto ad altre zone d’Italia», concorda il primo cittadino Claudio Corrarati. «Sembra che partendo da Innsbruck, passando il Brennero o arrivando da Salorno, qui ci sia una sorta di interruttore che aumenta subito tutto quanto. Devo dire che anche quelle catene di supermercati che arrivano, nuove, dopo un po’, insomma, si adeguano abbastanza, si allineano». Corrarati ogni tanto va con sua moglie a fare la spesa: «Devo dire che io sono l’uomo di fatica, lo sherpa, spingo il carrello e porto le borse. Noto che i prezzi, specie di frutta e verdura fresche, per chi vuole mangiare sano, sono alle stelle. Ormai per mangiare bene oggi devi avere tanti soldi. Perché sui prodotti un po’ meno di qualità abbassano i prezzi, ma sui cibi che dovrebbero fare bene, specie per le persone di una certa età a cui viene consigliata una certa dieta… Oggi questi prodotti costano tanto e quando si esce dal supermercato i sacchetti sono più pieni di immondizia che non di cibo da mettere in dispensa». Un grosso problema, ne è conscio. «Specie per una famiglia normale, con figli, se si vuole cercare di mantenere un’alimentazione sana, adeguata, si fa fatica, anche con degli stipendi dignitosi. Il carovita in questa città è un grosso tema. Purtroppo, l’amministrazione non può fare tantissimo rispetto al mercato e alle logiche dei grandi gruppi, che in questa città trovano il cosiddetto “piatto ricco, mi ci ficco”».
Non si discosta molto anche il vicepresidente della giunta provinciale, Marco Galateo. «Ovviamente vado a fare la spesa, non mi ritengo un Vip. Fra il resto, la spesa è un aspetto della vita famigliare a cui tengo molto. A volte ci vado anche con le bambine, proprio perché è un momento familiare di scelte importanti. Vado a fare la spesa anche perché così incontro la gente, per tenere d’occhio l’andamento dei prezzi, quelle che sono le aziende che si offrono sul mercato». Sul carovita con Galateo si sfonda una porta aperta: «Quando devo spiegare ai miei amici del resto d’Italia che qui il pane arriva a 7 o 8 euro al chilo, al supermercato, devo dire la verità: non ci credono. Mi ritrovo spesso a mandare loro delle foto per fare vedere i prezzi al chilo che abbiamo qui a Bolzano». All’assessore il tema sta a cuore sin dal passato: «Questo mi succedeva già quando lavoravo nella multinazionale farmaceutica, dove tutti gli impiegati sul territorio nazionale hanno naturalmente i medesimi stipendi, fissi». Ossia non parametrati alla regione in cui si vive. «Stipendi uguali con costi della vita però molto diversi gli uni dagli altri, a partire dal caffè al bar e, soprattutto, dalla spesa al supermercato anche molto costosa». da.pa




