Al via il processo di Appello a Tiziana Mirabelli per l’omicidio di Rocco Gioffrè
È iniziato il processo di appello nei confronti di Tiziana Mirabelli condannata in primo grado per l’omicidio di Rocco Gioffrè avvenuto il 14 febbraio 2023
COSENZA – Ha preso il via, a Catanzaro, il processo d’Appello per l’omicidio di Rocco Gioffrè. Il pensionato di 78 anni ucciso a coltellate dalla vicina di casa reo confessa, Tiziana Mirabelli, 50, il 14 febbraio 2023. La donna, a luglio dello scorso anno, è stata condannata in primo grado, in abbreviato, a 17 anni di reclusione e si trova ai domiciliari.
Davanti alla Corte d’Assise d’Appello – presieduta dal giudice Piero Santese, a latere dottor Domenico Commodaro – erano presenti le parti, l’avvocato Cristian Cristiano per Mirabelli, unica imputata per omicidio volontario, furto aggravato e occultamento di cadavere, e l’avvocato Francesco Gelsomino, che rappresenta i familiari della vittima, costituiti parti civili. Il procuratore generale ha chiesto la sospensione dei termini di custodia cautelare, richiesta alla quale la difesa dell’imputata non si è opposta. Tuttavia, la Corte ha ritenuto che non ricorrano i presupposti per giustificare tale sospensione.
OMICIIO GIUFFRÈ, LA PRIMA UDIENZA DEL PROCESSO DI APPELLO DI TIZIANA MIRABELLI
Nel corso dell’udienza, il legale della donna ha sollevato una questione preliminare in tema ammissibilità dell’appello del pg relativo a una delle aggravanti. In particolare quella dei “motivi abietti e futili”, caduta in primo grado, assieme a quella della crudeltà e di aver agito al fine di compiere un altro reato. La difesa ritiene l’appello inammissibile per ragioni formali. Poiché, con riferimento a una sentenza della Cassazione del 2006, il deposito sarebbe stato effettuato in maniera errata rispetto a quanto prescritto dall’attuale normativa, oltre ad aver rilevato un’infondatezza nel merito. Sulla questione, la Corte si è riservata e si esprimerà contestualmente alla decisione d’appello.
La discussione è stata rinviata al 29 ottobre, alle 10. Mirabelli, come si ricorderà, secondo l’accusa, uccise l’anziano con circa 40 coltellate all’interno della sua abitazione in via Monte Grappa. Si costituì ai carabinieri alcuni giorni dopo il delitto, nascondendo il cadavere in casa, avvolto in coperte di lana e teli di cellophane, e raccontando agli inquirenti di essersi difesa da un’aggressione a sfondo sessuale.
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