Accoltellamenti e violenze a Venezia: cinque arresti all’alba
Dalle prime ore della mattina di oggi la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri hanno eseguito due distinte misure cautelari in carcere nei confronti di cinque persone, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di tentato omicidio, lesioni aggravate, rapina e furto aggravato.
I provvedimenti sono stati emessi dal Giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Venezia, che ha coordinato le attività investigative sviluppate congiuntamente dalle due forze dell’ordine.
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Le indagini dopo l’escalation di violenza nel centro storico
L’operazione arriva al termine di una serie di indagini avviate nelle ultime settimane in seguito all’aumento di episodi violenti registrati nel centro storico veneziano. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, in diversi casi sarebbero state utilizzate armi da taglio e da punta.
Gli investigatori hanno ricondotto gli episodi a un contesto di contrapposizioni tra gruppi di origine magrebina, legati anche da rapporti familiari, coinvolti nella gestione di attività illecite sul territorio.
Le attività investigative sono state sviluppate in stretto coordinamento tra Polizia di Stato e Carabinieri, attraverso un costante scambio informativo che ha consentito alla Procura veneziana di ricostruire il quadro criminale di riferimento e di coordinare le diverse inchieste.
Il tentato omicidio a Campo San Barnaba
Uno dei filoni investigativi, condotto dalla Polizia di Stato, riguarda il tentato omicidio avvenuto la sera del 22 aprile nell’area di Campo San Barnaba, nel centro storico di Venezia.
Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, alcuni degli indagati apparterrebbero o sarebbero contigui a una famiglia di origine tunisina. Le persone coinvolte sono sospettate di aver preso parte all’aggressione ai danni di un altro cittadino tunisino.
L’attività investigativa avrebbe permesso di raccogliere gravi indizi a carico dei soggetti raggiunti dalla misura cautelare, portando così alla richiesta di custodia in carcere accolta dal Gip.
Gli episodi nel sestiere di Cannaregio
Parallelamente, l’indagine sviluppata dall’Arma dei Carabinieri si è concentrata su una serie di episodi avvenuti nel sestiere di Cannaregio nei giorni 13, 18 e 20 aprile.
In questo caso gli indagati, anch’essi ritenuti appartenenti o vicini alla stessa famiglia tunisina, sono accusati di lesioni aggravate, rapina e furto aggravato ai danni di un cittadino di origine giordana.
Gli accertamenti condotti dai militari avrebbero consentito di delineare il coinvolgimento dei soggetti arrestati nei diversi episodi contestati, confluiti poi nel provvedimento cautelare emesso dall’autorità giudiziaria.
Perquisizioni in corso
Nel medesimo contesto operativo, le forze dell’ordine stanno eseguendo anche cinque decreti di perquisizione personale e domiciliare emessi dalla Procura della Repubblica nei confronti degli indagati.
Le attività sono finalizzate all’acquisizione di ulteriori elementi utili alle indagini e all’eventuale sequestro di materiale ritenuto rilevante per l’inchiesta.
Il contesto investigativo
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’operazione odierna si inserisce in una più ampia attività di contrasto agli ambienti criminali di origine magrebina attivi nel territorio veneziano.
Gli investigatori ritengono che le recenti tensioni siano legate alla competizione tra diversi gruppi per il controllo di traffici illeciti. In questo quadro, gli episodi di violenza registrati nelle ultime settimane avrebbero rappresentato una manifestazione dello scontro tra fazioni rivali per l’acquisizione di una posizione dominante.
L’azione congiunta di Polizia di Stato e Carabinieri è stata coordinata dalla Procura veneziana nell’ambito di una strategia investigativa condivisa, finalizzata a contenere l’escalation di violenza nel centro storico e a ricostruire le dinamiche criminali emerse durante le indagini.
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