Sardegna

Sassari, presentato in commissione il nuovo progetto per il restyling del vecchio mercato civico

Sassari. Uno spazio aperto e con molte funzioni, un’area dedicata alla cultura del cibo e alla valorizzazione delle produzioni agroalimentari locali, un luogo di commercio e di socializzazione, un posto dove si possono comprare carne, pesce e ortofrutta e dove si può anche mangiare e bere, un sito – infine – adatto a ospitare forum, incontri, dibattiti, concerti, reading e spettacoli. L’amministrazione Mascia torna allo spirito originario dell’Iti “Sassari storica”, l’Investimento territoriale integrato che destinava poco più di 6 milioni di euro al recupero e all’adeguamento funzionale del vecchio mercato civico.
Lo fa stravolgendo il progetto esecutivo approvato nel 2021 dalla precedente amministrazione e riportando indietro le lancette dell’orologio a quando l’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Sanna intercettò quel finanziamento con l’obiettivo di fare di quel luogo un “polo del gusto”.
Tutte le novità di un progetto dal quale dipende in buona parte la rigenerazione del centro storico sono state rappresentate oggi dall’assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Sanna, nel corso dell’audizione dinanzi alla competente commissione consiliare, presieduta dalla consigliera Melania
Delogu. Accompagnato dalle architette Maria Cristina Alicicco, responsabile unica del procedimento, e Laura Fideli, Sanna ha illustrato, carte alla mano, qual è nell’idea dell’attuale amministrazione il futuro del vecchio mercato civico, quello che sovrasta il mercato attuale, quello che confina nella sua parte più bassa con la terrazza affacciata sulla fontana di Rosello – terrazza dalla quale è attualmente separato – e che ruota attorno alla pensilina liberty e ad altri manufatti sottoposti a tutela dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro.
Nel ripercorrere le tappe di un percorso avviato nel 2017 e che nel 2021 era arrivato sino all’approvazione del progetto esecutivo, l’assessore ha spiegato che «da allora a oggi a generare il ritardo nella realizzazione dell’opera, nonché la necessità di rivedere il progetto stesso, è stata la presenza di sottoservizi gestiti da altri enti e imprese private, a iniziare dalla fibra e dalle linee elettriche, e il rinvenimento di un’antica condotta che la Soprintendenza ha sottoposto a vincolo».
Il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, ha speso utilmente tutto questo tempo per instaurare un doppio canale dialogo: con gli operatori mercatali, per capire quali fossero le loro richieste, le loro necessità e le loro aspettative, e con i progettisti, per provare a riproporre l’idea di un mercato «meno
statico di quello disegnato nel 2021, dove l’unica funzione prevista era quella commerciale», come ha ricordato Sanna.
L’esito del sondaggio tra i banchi del mercato “di sotto” è stato chiaro. «La quasi totalità degli operatori ha manifestato la volontà di restare dove è oggi, sebbene tutti abbiano ribadito la necessità di adeguamenti e di migliorie che consentano all’area di essere più accogliente, più fruibile e più
funzionale», ha detto oggi Sanna. Questo elemento «ha incentivato ulteriormente il sindaco e l’attuale amministrazione a discutere con i progettisti per rivedere il progetto e tornare all’idea originaria», ha poi spiegato.
Risultato: sono stati rimossi i divisori che proteggevano la pensilina liberty ma che la isolavano dal contesto, è stato previsto l’allungamento delle nuove pensiline perimetrali, è stato rivisto il disegno della rampa, delle scale e degli accessi alla terrazza panoramica per consentire la visitabilità della
condotta posta sotto tutela. Ma soprattutto è stato previsto l’inserimento lungo il tratto che costeggia viale Umberto e piazza colonnello Serra di stalli idonei alla preparazione e alla somministrazione di cibo e bevande, con posti a sedere e arredi amovibili così da poter adattare gli spazi a diverse
tipologie di iniziative, dalla musica al teatro passando per dibattiti e incontri tematici.
L’idea, come è emerso durante l’audizione, è coerente con quanto si sta progettando per la terrazza, che diventerà una naturale prosecuzione all’aperto del mercato Liberty e sarà completamente ripensata attraverso i finanziamenti accordati a questa amministrazione attraverso il progetto delle Città Regie, e con quanto si è deciso nei mesi scorsi per il mercato civico propriamente detto, dove gli stalli vuoti sono stati messi a bando e per la prima volta si è aperto anche alla somministrazione di civo e bevande nonché alla vendita di altre categorie commerciali. «Sarà uno spazio più aperto, più dinamico, più contemporaneo, al passo con l’idea di mercato che vediamo realizzata in diverse città in cui la vocazione turistica è legittimata anche dalla cultura enogastronomica e dalla promozione dei prodotti e dei piatti tipici», ha assicurato Sanna. Naturalmente, «avendo come priorità quella di mettere in connessione il mercato Liberty con il mercato civico attuale, per valorizzare le attività che già operano lì e che lì sono rimaste nonostante le difficoltà», rimarca l’assessore alle Attività produttive, Lello Panu, secondo il quale «la tutela delle attività esistenti dovrà
andare di pari passo con il sostegno a quelle che troveranno sistemazione quando l’opera sarà completata», aggiunge.
«Attraverso la realizzazione di opere pubbliche si costruisce anche altro», è la riflessione con cui aveva aperto i lavori la presidente Delogu, rimarcando che «con un progetto del genere si tenta di integrare la struttura al contesto, anche al fine di favorire la rigenerazione del tessuto sociale ed economico circostante». Un concetto caro al sindaco Mascia, che non a caso ha ricondotto la gestione del mercato sotto la direzione generale – alla quale è affidata la gestione delle attività di Programmazione e Sviluppo territoriale, una delle novità di maggior rilievo della Macrostruttura definita due mesi fa – nominando il funzionario Gianfranco La Robina come nuovo direttore della struttura. Mascia ha a più riprese ribadito di considerare questo intervento «centrale rispetto a ogni ipotesi di rilancio», sottolineando che «deve essere un esempio di come i progetti in essere possano
essere rivisti e aggiustati, anche e soprattutto a partire dal confronto con le cittadine e i cittadini, ma che poi occorre chiudere le troppe questioni ancora aperte – alcune anche da più mandati, come in questo caso – e consentire a Sassari di guardare al futuro».
Come ha detto ancora Salvatore Sanna prima di chiudere la sua illustrazione, «prossimamente tutte le novità confluiranno in un atto di indirizzo che sarà approvato dalla giunta, così da consentire ai tecnici esterni di procedere con la variante progettuale da sottoporre al vaglio della Soprintendenza».
Sui vari passaggi c’è già la massima intesa e l’assenso di tutte le parti, perciò l’assessore confida che «questi passaggi saranno brevi e potremo avviare il cantiere con l’intento di consegnare l’opera entro un anno e mezzo».



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