Viaggi e turismo

I grandi safari fotografici ed esperienziali di Everseen in Africa

Un grande amore – un tocco di romanticismo in questi tempi tristi non guasta certo – e uno sguardo affine sulla natura e sul mondo: è nata così Everseen Africa, che chiamare agenzia di viaggi o, forse peggio, tour operator, è davvero riduttivo. Potremmo parlare piuttosto di ideatori di “esperienze su misura” o, meglio ancora, di realizzatori di sogni. Perché visitare uno dei Paesi africani dove Charlie Van Staden e la moglie Serena Negro organizzano i viaggi deve essere prima di tutto, appunto, un sogno. «L’85% delle persone che accompagniamo in Sudafrica, Namibia, Zambia, Tanzania, Uganda e Botswana sono italiani – racconta Serena –. È una scelta che abbiamo fatto fin dall’inizio, perché ci sono tante altre agenzie che si occupano di viaggi e safari in Africa, ma nessuna era focalizzata sulle partenze dal nostro Paese. Abbiamo deciso di unire il know how di Charlie, che è nato e cresciuto in Sudafrica, con la mia conoscenza del mio Paese e degli italiani. Il restante 15% delle persone che si rivolgono a Everseen sono europei e americani e ovviamente siamo aperti a tutti, ma la dedizione alle esigenze dei viaggiatori e sognatori italiani ci sta dando tante soddisfazioni. Oltre alla possibilità, tramite noi, di abbattere qualunque barriera linguistica con gli abitanti locali, c’è sicuramente anche una maggior comprensione, soprattutto da parte mia, delle esigenze specifiche e forse anche delle aspettative degli italiani».

Personalizzazione e piccoli gruppi

Un’altra chiave del successo di Everseen, che sta pensando di ampliare l’offerta di destinazioni, è la personalizzazione e la dimensione dei gruppi di viaggiatori. «Il massimo al quale arriviamo sono sei persone se c’è una jeep sola o dodici se ne prevediamo due – sottolinea Serena Negro –. Abbiamo pacchetti e proposte più o meno delineate, ma possiamo ampliare o ridurre gli itinerari a seconda delle richieste. Di recente abbiamo stabilito un record, organizzando un viaggio di sessanta giorni che toccherà quattro Paesi, costruito sui gusti, sogni ed esigenze di una coppia. È un caso eccezionale, ovviamente, ma dà l’idea di quanto su misura possa essere la proposta di Everseen».

Africa, scoprirla solo con safari fotografici

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L’amore per l’Italia

Anche Charlie Van Staden, per essere precisi, ha una conoscenza profonda dell’Italia, oltre che del suo Paese d’origine: l’incontro con Serena avvenne oltre dieci anni fa, quando era un giocatore professionista di rugby nel nostro Paese, dove conobbe Serena, che poi sposò e subito portò in Sudafrica. «Quando siamo venuti insieme per la prima volta in questo incredibile Paese dove sono nato – racconta Charlie –, Serena si è subito innamorata, ma è anche riuscita a mostrarmi una bellezza di questa terra che io, almeno in parte, avevo dato per scontata». Alla base della proposta di Everseen ci sono molteplici “pre-viaggi” esplorativi della coppia, che vagliano i lodge dove portare le persone, anche grazie al team internazionale che hanno costruito, composto naturalmente anche da personale locale.

L’impegno per la conservazione

«Chi viene in Africa con noi ha un grande amore e rispetto per la natura e per gli animali che abitano il continente, ma siamo i primi a voler dare un contributo fattivo alla conservazione – aggiunge Serena –. Visitando alcuni centri di recupero per animali e incontrando molte persone sulla nostra strada, ci siamo appassionati in particolare alla salvaguardia dei rinoceronti e siamo diventati ambasciatori del più grande orfanotrofio per rinoceronti del Sudafrica, Care for Wild, per il quale abbiamo donato finora un milione di rand (oltre 50mila euro, ndr) con il nostro “Super project 2019”. Sentiamo come una missione quella di poter mostrare la bellezza di queste terre a quante più persone possibile, aumentando la consapevolezza sul bracconaggio e su come poter salvare e proteggere le vite degli animali e chiunque partecipa ai nostri viaggi contribuisce al nostro impegno, sia perché raccontiamo tutto quello che facciamo in collaborazione con i centri di recupero, gestiti da persone eccezionali, come Care for Wild e Insimbi Legacy Project, sia perché quasi sempre sono i viaggiatori a voler dare, a loro volta, un contributo. Si può davvero fare la differenza e venendo qui lo si capisce».

Fotografi esperti al seguito di ogni gruppo

Fotografare è parte integrante di qualsiasi viaggio e ovviamente di un safari in Africa, ma a volte può distrarre. «Un’altra caratteristica dei nostri pacchetti sono i “safari expert”, guide e ranger qualificati, che sono inoltre fotografi professionisti. Durante il viaggio sono loro a scattare immagini a tutti gli animali che incontriamo, con equipaggiamento all’avanguardia», raccontano quasi all’unisono Serena e Charlie, lui stesso appassionato fotografo. Un tema caro a entrambi è il ruolo che questo tipo di turismo può avere per lo sviluppo sociale: «Molti governi locali e nazionali sono consapevoli degli effetti positivi sull’occupazione e l’immagine che danno al mondo. Ma vediamo crescere di anno in anno, quasi di giorno un giorno e in particolare nei più giovani, una consapevolezza, che potremmo definire orgogliosa, per la sostenibilità ambientale e un utilizzo attento delle risorse – concludono i fondatori di Everseen –. Vogliamo essere parte di questo circolo virtuoso, incoraggiando i lodge che usano energia rinnovabile e sono attentissimi all’uso, ad esempio dell’acqua». Alla fine, è la parola sudafricana, tanto cara a Nelson Mandela, a riassumere tutto. Ubuntu, che possiamo tradurre con I am because we are, io sono perché noi siamo.


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