vittorie sul campo cancellate da decisioni di gara

Nota – Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi
È stato un fine settimana da montagne russe per Giovanni Ambroso e Denny Zardo che, dopo aver conquistato sul campo il successo assoluto in seconda divisione, in quarto raggruppamento ed in classe 4-J2IC, sono stati beffati dalla direzione gara che, appellandosi ad una serie di articoli, li ha esclusi dalla classifica finale.
Si è conclusa così la seconda tappa del Campionato Italiano Velocità in Circuito Auto Storiche per la coppia di Club 91 Squadra Corse, impegnata sulla BMW 323 curata da Buratto Racing nel sabato e domenica corsi all’Autodromo dell’Umbria, a Magione.
«Non ho parole per descrivere l’amarezza su quanto accaduto – racconta Ambroso – ma siamo stati richiamati dai commissari quando avevamo lasciato l’autodromo da più di un’ora. Ci sono stati chiesti i documenti della vettura, li avevo con me, e, nonostante la mia disponibilità a fare marcia indietro, mi è stato detto che era tardi, quindi ci hanno escluso dalla classifica».
«C’è poco da dire – aggiunge Zardo – ma ormai i risultati si fanno a tavolino e non più sui campi di gara. Detto questo siamo comunque soddisfatti di quanto dimostrato in pista, con la pole position che ho conquistato sul viscido. In gara il dottore ha tenuto una buona condotta di gara. Quando sono salito io ho cercato di recuperare ma le tante safety car entrate mi hanno reso la vita complicata. Alla penultima ripartenza avevo quindici secondi di ritardo ed in quattro giri sono riuscito a prendere il comando. Questa è la parte bella del nostro weekend».
Poca fortuna anche per Massimo Ronconi e Giovanni Gulinelli, in campo con una Porsche 930 biturbo seguita da Buratto Racing, con il secondo che firmava la piazza d’onore in qualifica, ad un battito di ciglia dal compagno di colori, prima di incappare in uno sgambetto della sorte.
Positivo lo stint di Ronconi alla domenica, terzo fino al giro che anticipava il passaggio di testimone, prima che la frizione decidesse di abbandonarlo, costringendolo al ritiro forzato.
«Magione da dimenticare in fretta – racconta Ronconi – perché abbiamo saltato le libere a causa di un diluvio universale. In qualifica Giovanni ha fatto un ottimo lavoro, mancando di un niente la pole position, ma quando sono salito io ha ricominciato a piovere. Domenica sono partito bene, ero terzo, ma ad un giro dal termine del mio stint si è rotta la frizione. Tutti a casa».
A salvare il bilancio della scuderia di Rubano sono stati Mario Sala e Silvio Perlino, a bordo della loro Ford GT40, firmatari al sabato della quarta casella sulla griglia di partenza.
L’equipaggio della vettura dell’ovale blu, nonostante uno stato di forma fisico non ottimale del primo, è riuscito a mantenere la posizione, terminando ai piedi del podio della generale di prima divisione e di primo raggruppamento, siglando in solitaria la classe 1-FGT+2.
A riportare il sorriso ai due la soddisfazione per essere stati i migliori in gara sul giro secco.
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