La nuova sfida della Sir per dominare ancora: cambiare pelle senza perdere anima e identità

di Carlo Forciniti
Per aprire un’era e caratterizzare nel profondo una decade, nello sport in generale e nel volley nello specifico è necessaria una visione ben precisa. Una stella polare da seguire al netto delle oscillazioni date dai risultati. Serve una ricetta riconoscibile, identitaria, che rappresenti le fondamenta su cui si basa un intero progetto. Tecnico e manageriale.
In casa Sir le idee sono chiare da anni. La direzione da seguire è definita. E per certi versi definitiva. Al vertice il presidente Gino Sirci. Una figura d’altri tempi, per alcuni aspetti. Che segue da vicino la squadra. Che ne ha cuore le sorti come pochi altri. Che spende energie, tempo e denaro per far funzionare a dovere un club che da anni è sinonimo di eccellenza. Entusiasmo e dedizione alla causa unite all’innata capacità di fare rete con il mondo dell’imprenditoria locale, permette a Perugia di partire anno dopo anno con fondate ambizioni in tutte le competizioni cui partecipa.
Continuità La competenza dello staff dirigenziale e tecnico è l’anello di congiunzione indispensabile per costruire, anzi rifinire di anno in anno roster profondi e di certificata qualità. E rifinire anziché costruire, o ricostruire, è stato uno dei tanti piccoli o grandi segreti che hanno permesso ai bianconeri di vivere una stagione che segnerà un’epoca. Perché negli ultimi anni, dalle parti del PalaBarton Energy una delle parole d’ordine è stata continuità.
Ossatura Dall’avvento di Lorenzetti, la rosa è cambiata ma ha mantenuto un’ossatura ben definita. Al punto che il sestetto bianconero – al netto di qualche contingenza dovuta agli infortuni – ormai da tempo si poteva recitare a memoria. Giannelli-Ben Tara in diagonale, Russo-Loser al centro, Semeniuk-Plotnytskyi in banda. Colaci libero. Un po’ come accadeva nel calcio che fu quando le formazioni si potevano scandire quasi a mo’ di filastrocca.
Aggiustamenti Cambiare poco all’apparenza per cambiare più di qualcosa nella sostanza si è rivelata una delle chiavi di un’annata da consegnare alla storia. Lo ha fatto capire anche coach Lorenzetti nella “pancia” dell’Inalpi Arena. A Champions League appena vinta. «Il gruppo ha camminato cambiando delle cose. Di questo sono grato a tutti e in particolare a Colaci che a 41 anni si è messo in discussione. Dietro c’è tanto del lavoro iniziato con lui e Plotnytskyi. C’erano delle cose che facevamo in maniera diversa rispetto alle altre squadra ma abbiamo cercato di fare copia-incolla e penso che tutto ciò ci è servito. Il segreto delle 10 vittorie? Senza giocatori molto bravi non si fa niente. Il prossimo anno cambiamo sapendo che comunque la visione sarà questa».
Opposti che si attraggono E si torna sempre lì. Alla stella polare da seguire che esula dai cambiamenti in seno al roster. Con Sirci al vertice e Lorenzetti in panchina. Gli opposti che si attraggono. Lo Yin e lo Yang, la spina dorsale di una squadra che rispetto a quanto accaduto negli ultimi tre anni, subirà un corposo rinnovamento.
Linea verde All’insegna del ringiovanimento. La Sir volterà pagina con le uscite, tra le altre, del trentenne Ben Tara, del ventinovenne Russo e del quarantunenne Colaci (che diventerà il direttore tecnico della società, ndr), per fare spazio al classe 2003 Reggers, al 2000 Sanguinetti e al classe 2005 Loreti. Perugia è pronta a rigenerarsi. Il modo migliore per provare a costruire un nuovo ciclo. Per provare ad aprire una nuova era. Per provare a regalarsi altre notti magiche come quella fresca, freschissima di Torino.
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