Mesi di dispetti, minacce e anche una testata al vicino di casa: chiesto il processo per un 78enne

Genova. Si sa i rapporti di vicinato non sono sempre facili, soprattutto nei posti di campagna o nei piccoli paesi dove i confini delle proprietà, l’uso degli spazi comuni o le servitù ad uso pubblico diventano spesso fonte di continua tensione quando non sfociano in vere e proprie guerre di vicinato o quando, addirittura, finiscono a suon di carte bollate, davanti al tribunale civile.
In questo caso, però, la situazione sarebbe degenerata fino a configurare secondo la Procura di Genova una serie di gravi reati, che la procura di Genova ha individuato a carico di un uomo di 78anni, residente nel Comune di Tribogna, che è arrivato a dare una testata a un vicino di casa coetaneo, provocandogli lesioni giudicate guaribili in 45 giorni.
Ma anche a staccargli ripetutamente la corrente negli appartamenti e nel garage, a minacciarlo di morte, rubargli le chiavi casa e vessandolo continuamente tanto da indurlo di fatto a smettere di vivere in quella casa, dove pensava di trascorrere in serenità la maggior parte del tempo dopo la pensione.
Per il 78enne, idraulico in pensione, l’accusa nelle scorse settimane ha chiesto il rinvio a giudizio per furto aggravato, violazione di domicilio, danneggiamento ma anche lesioni aggravate e stalking.
Secondo quanto denunciato dalla vittima e dalla moglie, nota avvocata penalista genovese, la vicenda ha avuto inizio qualche anno fa, quando in cambio di alcuni lavori di manutenzione, il 78enne aveva chiesto il permesso di poter utilizzare il garage dei vicini per posarci alcuni attrezzi.
Da lì nel corso del tempo le richieste rispetto all’utilizzo di quel garage erano cresciute a dismisura finché i vicini non avevano cominciato a dirgli di togliere tutte le cose che ci aveva messo dentro. Poi era nata la questione dei parcheggi che il 78enne utilizzava secondo l’accusa come fossero tutti suoi arrivando a chiudere l’accesso ai vicini con la propria auto o a parcheggiare apposta in modo disordinato. Da lì la situazione era pian piano degenerata: “Ti faccio finire al San Martino e poi al cimitero” aveva detto una volta al vicino e in un’altra occasione gli aveva dato una testata rompendogli contemporaneamente un mignolo.
In mezzo dispetti di vario tipo che hanno causato anche danni economici ma anche un profondo stress alla coppia che in quella casa che doveva essere uno spazio di pace e relax adesso non va quasi più. Questa mattina davanti al giudice Giorgio Morando è cominciata l’udienza preliminare, che è stata rinviata a fine maggio.




