Veneto

Venezia ha un nuovo festival: l’Itinerant Deaf Cinema Festival

Si prepara a debuttare a Venezia l’Itinerant Deaf Cinema Festival, un’iniziativa innovativa e significativa per il panorama culturale italiano. Questo festival, dedicato esclusivamente al cinema sordo, si svolgerà dal 22 al 24 maggio 2026 presso il Museo M9, e promette di offrire un’esperienza immersiva che mette in luce la ricchezza e la varietà delle opere realizzate dalla comunità sorda.

L’evento giunge alla sua terza edizione, portando con sé oltre 30 opere internazionali, tra cui cortometraggi, documentari e film sperimentali, provenienti da tutto il mondo. Sebbene il festival presenti opere di differente genere, il filo conduttore è la narrazione attraverso il corpo e il gesto, strumenti che raccontano storie di resistenza e identità in contesti dove la lingua dei segni è fondamentale.

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Scopri come fare

In un’ottica di piena accessibilità, tutte le attività del festival saranno accompagnate da interpreti, sia udenti che sordi, della Lingua dei Segni Italiana (LIS) e dei Segni Internazionali (IS). Inoltre, particolare attenzione sarà rivolta alla sottotitolazione, con film dotati di sottotitoli inclusivi in italiano e inglese, e eventi serali accessibili tramite respeaking, garantendo così la partecipazione di un pubblico ampio e variegato.

Il festival si aprirà venerdì 22 maggio con un evento inaugurale che prevede un aperitivo in LIS, seguito dalla proiezione di “Le fobie del guardrail” di Marco Capellacci, un illustratore noto anche per la locandina ufficiale del festival. La giornata si concluderà con eventi per famiglie e un party che accompagnerà gli ospiti in un viaggio di scoperta e socializzazione.

Il giorno successivo, sabato 23 maggio, il programma si intensificherà con proiezioni come il documentario “Je Vous Aime”, e attività quali seminari e workshop dedicati al cinema e all’arte visiva. In particolare, il talk “Racconti di festival” e il seminario “Il Cinema dei Sordi” offriranno spunti di riflessione e confronto, culminando con la cerimonia di premiazione.

Un momento di particolare attesa sarà la proiezione di “Hands Solo”, un mockumentary che esplora il desiderio e l’identità attraverso il linguaggio del Deaf Cinema, spingendo il festival verso tematiche audaci e provocatorie. Questo film rappresenta un modo nuovo e inaspettato per affrontare la narrazione visiva, invitando il pubblico a esplorare e interrogarsi.


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Domenica 24 maggio sarà dedicata alla creazione del primo “International Deaf Cinema Manifesto”. Questo momento, significativo per la comunità sorda, si colloca a 150 anni dal Congresso di Milano del 1880, che vietò l’uso della lingua dei segni nell’educazione. La tavola rotonda internazionale rappresenta un passo importante verso il riconoscimento del Deaf Cinema come una forma artistica autonoma, capace di dialogare con il panorama cinematografico globale.

Tra gli ospiti speciali del festival figura Emilio Insolera, il quale sarà presente per la proiezione del suo film “Non Abbiam Bisogno di Parole”, in collaborazione con Netflix Italia. Le giornate concluderanno con seminari dedicati all’accessibilità, e un talk finale che affronterà i temi legati al cinema, alla percezione e agli stereotipi.

L’Itinerant Deaf Cinema Festival si propone quindi come un evento non solo di intrattenimento, ma di cambiamento, in grado di unire le comunità sorda e udente in un dialogo attivo attraverso il linguaggio del cinema. Fabio Zamparo, direttore artistico del festival, sottolinea che non si tratta semplicemente di un evento inclusivo, ma di uno spazio di contaminazione culturale dove i linguaggi si trasformano e si mettono in discussione.

In questo contesto, Serena Bertolucci, direttrice di M9, esprime orgoglio per l’accoglienza di un festival che promuove pratiche di coinvolgimento attivo e dialogo tra diverse realtà. L’Itinerant Deaf Cinema Festival rappresenta una delle prime esperienze italiane che cerca di ridefinire la fruizione cinematografica, ponendo al centro un linguaggio nuovo e contemporaneo, in grado di trasformare il nostro modo di guardare e raccontare il mondo.


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