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Ebola, oltre 500 i casi sospetti. Il Ministero: sorveglianza sanitaria al personale presente in Congo e Uganda

Scatta l’attivazione della sorveglianza sanitaria al personale impiegato nelle zone del focolaio di virus Bundibugyo, variante di Ebola. Lo prevede una circolare del ministero della Salute.

«In considerazione delle incertezze sulla grandezza e diffusione geografica di questo evento, della potenziale gravità dell’infezione e della mancanza di terapie o vaccini specifici approvati, nel principio di massima cautela, si ritiene necessario applicare le misure di vigilanza verso il personale di organizzazioni governative, non governative, e cooperanti, impiegati nel Paese interessato, provenienti da tutti i territori della Rdc e Uganda».

Sale il bilancio dell’epidemia di ebola in Repubblica Democratica del Congo e Uganda. Al momento si sospettano oltre 500 casi e 130 decessi. Sono invece 30 i casi confermati dalla Repubblica Democratica del Congo, 2 dall’Uganda. A questi si aggiunge un cittadino statunitense risultato positivo e trasferito in Germania. Lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus nel suo discorso di apertura della seconda giornata dell’Assemblea Mondiale della Sanità in corso a Ginevra. La situazione appare particolarmente seria: «questa è la prima volta che un direttore generale dichiara un’emergenza internazionale prima di convocare un comitato di emergenza. Non l’ho fatto a cuor leggero», ha affermato Tedros. A motivare la scelta la preoccupazione per «la portata e la rapidità dell’epidemia» ha aggiunto, anticipando che oggi convocherà il comitato di emergenza dell’Oms. L’agenzia ha intanto già inviato una squadra e materiale medico sul campo e, al momento, ha stanziato quasi 4 milioni i dollari per l’emergenza. Gli elementi di preoccupazione, ha spiegato Tedros sono molti: il fatto che «sono stati segnalati casi in aree urbane» e che «sono stati segnalati decessi tra gli operatori sanitari, il che indica una trasmissione associata all’assistenza sanitaria». Anche le caratteristiche dell’area aumentano il rischio che l’epidemia cresca: «vi è un significativo movimento di popolazione nell’area», inoltre «la provincia di Ituri è altamente insicura». Come conseguenza del conflitto,

Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, si è detto «profondamente preoccupato per l’ampiezza e la rapidità» dell’epidemia di Ebola che ha già provocato 131 morti nella Repubblica Democratica del Congo. Domenica mattina Tedros ha dichiarato un’emergenza di salute pubblica di rilevanza internazionale (Pheic), il secondo livello di allerta più elevato previsto dall’Oms, in risposta all’epidemia che colpisce la RDC e l’Uganda.

“E’ la prima volta che un direttore generale dichiara una Pheic prima di convocare un comitato d’emergenza, ma non ho preso questa decisione alla leggera», ha affermato Tedros nel suo intervento al secondo giorno dell’Assemblea mondiale della sanità in corso a Ginevra. Il direttore generale ha spiegato di aver adottato questa decisione dopo aver consultato i ministri della Salute dei due Paesi interessati e «perchè sono profondamente preoccupato per l’ampiezza e la rapidità dell’epidemia». «Convocheremo oggi il comitato d’emergenza affinchè ci consigli sulle raccomandazioni temporanee», ha annunciato.

La RDC è attualmente colpita dal ceppo Bundibugyo del virus Ebola, contro il quale non esiste alcun vaccino. «Oltre ai casi confermati, ci sono più di 500 casi sospetti e 130 decessi sospetti», ha ricordato Tedros. L’epicentro dell’epidemia si trova nella provincia dell’Ituri, nel nord-est del Paese, al confine con Uganda e Sud Sudan, una regione aurifera caratterizzata da intensi movimenti di popolazione legati all’attività mineraria. Il virus si è già diffuso oltre i confini dell’Ituri e della RDC.

L’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità riunirà oggi il proprio comitato d’emergenza per fare il punto sull’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, dove sono stati registrati finora 131 decessi e 513 casi sospetti. «Una riunione del comitato d’emergenza è prevista nel corso della giornata», ha dichiarato un portavoce dell’Oms all’agenzia Afp. Domenica il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato l’epidemia un’emergenza di salute pubblica di rilevanza internazionale (Pheic), il secondo livello di allerta più elevato previsto dall’organizzazione.


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