La mia auto lasciata nel parcheggio P3 era stata smantellata, me ne sono accorto solo sedendomi al volante nel buio pesto
L’oscurità totale del parcheggio P3 dell’aeroporto di Orio al Serio. Un viaggiatore in giacca e cravatta che, all’1:30 di notte, apre la portiera della sua Bmw, si siede al volante e, guardando oltre il parabrezza, realizza che l’intera parte anteriore dell’auto non esiste più: cofano, fari, paraurti, radiatore e pezzi di motore smantellati e portati via. Una scena che nessun passeggero vorrebbe mai vivere al rientro da un volo, ma che ora è destinata a innescare un rafforzamento strutturale nei livelli di sorveglianza dello scalo bergamasco, a vantaggio di tutti i futuri clienti delle aree di sosta. La vicenda, riportata dal Corriere della Sera, ha come protagonista Andrea Montini, un uomo d’affari bresciano di ritorno da un viaggio di lavoro di due giorni. Il grave episodio di vandalismo e furto ha spinto la vittima a denunciare tutto: “Bergamo non mi vedrà più”.
I danni stimati si aggirano intorno ai 20.000 euro, a cui si sommerà un fermo del veicolo di circa due mesi per le necessarie riparazioni. Per i viaggiatori che abitualmente utilizzano i parcheggi aeroportuali, il racconto di Montini mette in luce criticità specifiche legate all’illuminazione delle zone periferiche. “E pensare che, a causa del buio pesto del parcheggio, me ne sono accorto nel momento in cui mi sono messo al volante“, ha spiegato l’imprenditore al Corriere. “Ho guardato davanti e il cofano non c’era più”.
L’auto era stata posteggiata mercoledì a mezzogiorno in un’area a pagamento a lunga sosta. “Avrei voluto servirmi del P2, ma non era stato possibile, così mi sono diretto al P3, a 29 euro al giorno”, ha precisato il manager. La scoperta è avvenuta al rientro, nella notte di venerdì. “Ho fatto il tragitto nel buio più nero, tanto che mentre camminavo per raggiungere lo stallo pensavo proprio a questa mancanza di illuminazione e di sicurezza. Arrivo e mi rendo conto che mi hanno disfatto mezza macchina. Il muso non c’era più”. Montini ha cercato aiuto sul posto senza che nessuno si fermasse, attendendo poi un pullman per 20 minuti nell’oscurità per tornare in aerostazione a cercare la Polaria o personale di sicurezza. “Mi sono sentito completamente abbandonato a me stesso, una sensazione di spavento”, ha confessato. “Pensavo pure che, se una cosa del genere fosse successa ad una donna, non so come avrebbe potuto cavarsela”.
L’imprenditore ha fornito anche un dettaglio logistico estremamente utile per chiunque dovesse trovarsi nella necessità di rimuovere un’auto vandalizzata o non marciante da un parcheggio regolato da sbarre automatiche: prima di far caricare la carcassa sul carro attrezzi, Montini ha avuto la prontezza di sganciare il proprio dispositivo Telepass e passarlo a mano sotto il lettore ottico del casello. Questa procedura permette di chiudere formalmente il periodo di sosta, evitando di incorrere in ulteriori addebiti automatici. Una volta sporta denuncia, l’uomo ha evidenziato il paradosso del sistema di controllo: “Nessuno ha visto nulla, è un parcheggio coperto il cui accesso è regolamentato dalla sbarra”.
L’impatto di questa denuncia pubblica sta ora generando un cambiamento diretto nella gestione dei parcheggi aeroportuali di Orio al Serio, trasformando una disavventura in un vantaggio concreto in termini di prevenzione per i futuri passeggeri. La società di gestione aeroportuale Sacbo ha preso una posizione ufficiale, rilasciando una nota in cui “esprime rincrescimento per quanto accaduto”.
Il punto di svolta per i viaggiatori risiede nelle contromisure annunciate. Sacbo ha infatti precisato che “sta collaborando con le forze dell’ordine a supporto delle indagini in corso e con la società che gestisce l’area di sosta per aumentare il livello di sicurezza anche attraverso il rafforzamento del servizio di vigilanza”. Questa direttiva imporrà alla società appaltatrice un incremento dei controlli visivi e del presidio fisico delle zone di posteggio P2 e P3, garantendo standard di tutela più elevati per i veicoli in sosta e riducendo il rischio che aree regolamentate rimangano prive di sorveglianza durante gli orari notturni.
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