Società

5 cose che ho capito su come l’AI trasformerà il nostro modo di viaggiare

Milano. Arrivo in Stazione Centrale da Bologna: sono diretto all’hotel Enterprise, in zona Sempione, per seguire GatewAI 2026, conferenza annuale che affronta il tema dell’Intelligenza Artificiale nel turismo, organizzata da Turismi.AI e supportata da Repower. Sono in ritardo e ai taxi c’è la fila, così decido di chiedere a Claude – l’AI sviluppata da Anthropic – quale linea metro prendere per arrivare il prima possibile a destinazione. Le risposte sono un disastro: se seguissi i consigli del chatbot finirei a Dergano o a Città Studi.

Mi chiedo: com’è possibile che un’AI avanzata non sia in grado di incrociare alcuni dati semplici come vie, orari, linee della metro? Una volta in hotel (per la cronaca: ci sono arrivato cercando su Google Maps la fermata metro più vicina e costruendo poi da solo il tragitto) è il vicepresidente di Turismi.AI Mirko Lalli a rispondere a questa e ad altre domande sul perché le AI si comportino un certo modo e su come si evolveranno all’interno del mondo del turismo.

Ho riassunto le sue considerazioni e quelle di altri specialisti intervenuti al convegno: ve le propongo qui, sotto forma di cinque cose che tutti dovrebbero sapere non solo per organizzare al meglio in futuro i propri viaggi, ma anche per capire meglio verso quale direzione stanno andando le AI generative.

Le AI non sono uguali e Gemini è (in certe condizioni) l’AI migliore per gli spostamenti

«Sei quello che mangi». Potremmo ricorrere a questo noto detto per spiegare perché le AI che oggi usiamo siano diverse tra di loro. A seconda che ci si nutra male o meno, c’è maggiore o minore possibilità di ammalarsi. Il cibo dell’AI sono i dati: se i dati su cui l’AI si addestra sono buoni, avremo delle risposte più o meno accurate; se sono corrotti, è probabile che avvenga il contrario. «Claude non dispone dello stesso database di dati di Gemini, l’AI di Google che ha accesso a Google Maps» spiega Lalli. Questo significa che Gemini può essere considerata l’AI migliore a cui chiedere informazioni su percorsi e ristoranti. L’estrapolazione di dati in real time resta però un grosso scoglio per tutte le AI generative: persino Gemini, in certi contesti, può portare fuori strada.


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