Emilia Romagna

le sale recuperate grazie alla donazione di un mecenate


La pinacoteca comunale di Faenza ha inaugurato nuovi spazi dedicati all’arte per l’infanzia e alla formazione dei più piccoli. Questo intervento è stato reso possibile grazie a una donazione da parte del mecenate svizzero Auguste de Castelbajac. Due ampie sale, restaurate all’interno del complesso del palazzo degli Studi con ingresso indipendente accanto a quello principale della pinacoteca, sono ora a disposizione dei bambini.

Gli ambienti sono stati sistemati recuperando elementi originali dell’architettura settecentesca e del secolo scorso. Le sale sono attrezzate e accessibili anche alle persone con disabilità. In questo modo, la pinacoteca ha potuto ampliare la propria superficie e offrire nuove opportunità educative rivolte alla comunità locale. I nuovi spazi permettono agli alunni delle scuole primarie e secondarie di lavorare in modo creativo, in un ambiente dedicato a loro, sulle impressioni suscitate dalle opere d’arte.

Le attività didattiche dedicate alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado coinvolgono i comuni della Romagna faentina e anche scuole provenienti da altre zone. Nell’anno scolastico 2025-2026 sono stati accolti più di duemila ragazzi nel corso delle lezioni; a questi si aggiungono numerosi incontri per famiglie, che si concentrano soprattutto durante le principali festività.

Il metodo adottato si ispira alle pratiche delle scuole più moderne per l’infanzia. Il personale qualificato stimola i bambini a interpretare e leggere le immagini, seguendo la propria sensibilità e senza vincoli, affinché l’arte diventi strumento educativo, di crescita personale e terapeutico. L’arte come cura, infatti, si rivolge alle fasce più sensibili della comunità.

I temi su cui i gruppi vengono invitati a riflettere spaziano su argomenti familiari: pane, mestieri, paesaggio, animali, la tavola, il cibo e altri ancora. Segue una fase che lascia spazio alla fantasia personale: i bambini ricreano le immagini che più li hanno colpiti usando colori atossici e strumenti diversi, talvolta recuperando materiali poveri o naturali come foglie secche, bottoni, ritagli di stoffa e pasta alimentare. In questa parte del percorso educativo, i ragazzi si muovono e interagiscono liberamente, e i nuovi spazi per l’arte della pinacoteca diventano centrali nel completamento della visita al museo.


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