Puglia

fissata udienza preliminare per l’ex consigliere Vizzino e il calciatore Perez


MESAGNE – Fissata per il 13 ottobre prossimo l’udienza preliminare per Mauro Vizzino, di Mesagne, 45 anni il mese prossimo, ex consigliere regionale pugliese e già presidente della commissione Sanità, e per suo cognato Leonardo Perez (36 anni), calciatore professionista anche lui di Mesagne. I due sono accusati di essere, rispettivamente, l’istigatore e il mandante dell’intimidazione a colpi d’arma da fuoco subita nella notte del 23 febbraio 2023 (leggi qui) da Nicola Antonio Calabro, all’epoca allenatore della Virtus Francavilla.
Il Gup del Tribunale di Lecce deciderà se mandare a processo i due, dopo la formale richiesta avanzata dal sostituto procuratore della Repubblica, Alessandro Prontera, che inizialmente aveva chiesto l’archiviazione. Rimangono invece ancora senza volto gli autori materiali della spedizione punitiva.

Secondo i dettagli emersi dagli atti della Procura l’arma utilizzata era un fucile a canne mozze, è stata trasportata in luogo pubblico fino a Melendugno a bordo di una Smart ForTwo intestata proprio a Perez.
Il movente, secondo la ricostruzione dei carabinieri, è legato al profondo risentimento che Perez avrebbe covato nei confronti di mister Calabro. Il calciatore, quell’anno in forza alla Virtus Francavilla in Lega Pro, era stato utilizzato pochissimo dal tecnico Una frustrazione sportiva che, secondo l’accusa, avrebbe spinto il giocatore a pianificare la ritorsione in concorso morale e materiale con il cognato politico.
I fatti risalgono a tre anni fa. Quella notte, gli esecutori materiali piombarono in via S. Giovanni a Melendugno, parcheggiando sotto l’abitazione del tecnico salentino. Da lì, l’esplosione dei colpi che crivellarono il lunotto e la parte posteriore dell’Audi A6 di Calabro, prima della fuga. Al risveglio, fu lo stesso allenatore a scoprire i danni e a dare il via a un’indagine rivelatasi complessa e supportata da intercettazioni telefoniche e dai filmati delle telecamere.
Mauro Vizzino, assistito dall’avvocato Alessandro Dell’Aquila (che difende anche Perez), fin dall’inizio ha respinto con forza ogni addebito difendendo la propria integrità morale e la propria storia personale.

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