Droni sulla centrale nucleare negli Emirati, Trump avverte Teheran: «Il tempo stringe»
Gli Emirati Arabi Uniti denunciano un attacco con droni contro la centrale nucleare di Barakah, nella regione di Al Dhafra, e parlano di «pericolosa escalation». Secondo il ministero della Difesa emiratino, tre velivoli senza pilota sono entrati nello spazio nazionale. Due sono stati intercettati dalla contraerea, mentre il terzo ha colpito un generatore elettrico situato fuori dal perimetro interno dell’impianto.
Il ministero degli Esteri di Abu Dhabi ha espresso «ferma condanna» per quello che definisce un «attacco terroristico», arrivato dalla direzione del confine occidentale. Nella nota si sottolinea che azioni di questo tipo sono «assolutamente inaccettabili» e rappresentano «una minaccia diretta alla sicurezza dello Stato».
Per gli Emirati, un attacco contro centrali nucleari civili costituisce anche una violazione del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e delle norme umanitarie, per i rischi che può provocare ai civili, all’ambiente e alla sicurezza regionale e globale. Le autorità non hanno ancora attribuito responsabilità precise: sono in corso indagini per stabilire l’origine dei droni.
Il ministero della Difesa ha fatto sapere di essere pronto a rispondere a qualsiasi minaccia contro la sicurezza e la stabilità del Paese. La tensione resta alta anche sul fronte iraniano. Secondo Ynet, durante una telefonata con Benjamin Netanyahu, Donald Trump avrebbe discusso delle prossime mosse su Teheran. Una fonte israeliana citata dal sito afferma: «Trump deve prendere una decisione. Se decidesse di riprendere le ostilità con l’Iran, è probabile che Israele verrà chiamato a partecipare».
Il presidente americano, intanto, ha scritto su Truth che per l’Iran «il tempo stringe» e che Teheran deve muoversi «in fretta», altrimenti «non rimarrà più nulla».
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