Vingegaard, nuovo bis Male Pellizzari Eulalio resta maglia rosa
C’è sempre un momento in un giallo, o in un romanzo, dove la verità viene fuori con prepotenza. Un momento in cui tutte le diverse opzioni spariscono come nebbia col sole. Una verità che spazza via ogni discussione e diventa incontrovertibile.
In questa nona tappa, con il secondo arrivo in salita a Corno alle Scale (12km con punte del 10% nel finale), la verità che emerge è che Jonas Vingegard non ha praticamente rivali. Punto, il resto sono chiacchiere. Non solo vince per la seconda volta dopo il Blockhaus, ma lo fa con la facilità disarmante dei campioni. Senza far troppa fatica, il minimo sforzo con il massimo risultato.
Che purtroppo coincide con un’amara sentenza per il nostro Giulio Pelizzari, da subito in crisi quando la strada ha cominciato a salire. Stringendo i denti e galleggiando nelle retrovie Pellizzari ha perso comunque un minuto e 27 “scivolando in nona posizione a quasi tre minuti dal danese. Uno schianto pesante, quello di Giulio, già intravisto nella tappa di Fermo, che lo costringerà a rivedere i suoi programmi e della sua squadra, la Red Bull-Bora.
Anche salire sul podio non sarà facile. Meglio il suo compagno, l’australiano Hindley, che però perde altri 50 secondi. Ora Hindley è quarto a più di quattro minuti e mezzo dalla maglia rosa, che resta il portoghese Afonso Eulalio, e a più di due da Vingegaard.
Di sicuro Hindlley sta meglio di Pellizzari e quindi i gradi di capitano passeranno a lui. Però, dopo questa nuovo carico del danese, nessuno dei due se la passa tanto bene. Anche perché, dopo il questo lunedì di riposo, martedì 19 maggio si svolgerà l’unica cronometro del Giro, 42 chilometri da Viareggio a Massa, quasi tutti piatti come una tavola da surf. Una crono da cinquanta minuti. Di quelle che piacciono a Filippo Ganna ma dove, tra gli uomini di classifica, il favorito è ancora una volta Jonas Vingegaard, il Re pescatore. Che lancerà ancora la sua rete a strascico per aumentare il vantaggio sui rivali.
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