bruttissimo incidente, clavicola destra fratturata

“Motorsport is dangerous”. Non è solo un disclaimer legale stampato sui pass stampa; è il confine sottile su cui danzano i piloti ad ogni staccata. Domenica questo confine si è palesato in tutta la sua ferocia, ricordandoci che il coraggio dei piloti non è assenza di paura, ma la capacità di dominarla in un mondo che va velocissimo.
La storia più emblematica di questo weekend è quella di Alex Marquez. Sabato lo avevamo visto trionfare, dominando con autorità la Sprint race e dimostrando una forma perfetta. Domenica, lo spagnolo del team Gresini era lì, nel gruppo di testa, a lottare con il coltello tra i denti per una vittoria che sembrava alla portata. Dalle stelle del gradino più alto del podio al dramma della polvere, il passo è stato brevissimo. Pedro Acosta, in sella alla sua Ktm, che precedeva il 73, ha subìto un improvviso blocco meccanico in pieno rettilineo. Il pilota del team Gresini, che lo seguiva, non ha potuto fare nulla per evitarlo. L’impatto è stato violentissimo, con la Ducati dello spagnolo che è scartata a destra, per poi esplodere in mille pezzi mentre il pilota rotolava a fil di muro. Un pezzo della forcella ha colpito Fabio Di Giannantonio, rovinando per terra.
L’incidente ha gelato il paddock. In pochi istanti, la competizione agonistica si è trasformata in una corsa verso la Clinica Mobile. Il bollettino medico rilasciato dal team Gresini raggela e solleva allo stesso tempo: “Il pilota ha riportato una frattura alla clavicola destra che verrà operata in serata. Una frattura marginale alla vertebra C7 sarà invece valutata nei prossimi giorni”.
Marquez può dirsi, a tutti gli effetti, un “miracolato”. Quando si parla di lesioni che interessano la zona cervicale (vertebra C7), il confine tra un infortunio sportivo e conseguenze permanenti diventa infinitesimale. Passare dalla lotta per la vittoria al temere per la propria incolumità fisica è il paradosso crudele di chi sceglie questo mestiere. Mentre il team comunicava la gravità della situazione, i suoi colleghi hanno dovuto resettare tutto. Lo ha spiegato bene Fermin Aldeguer: “Non è mai facile correre così. Sappiamo separare le emozioni, ma sapere che le notizie su Alex erano positive mi ha aiutato a concentrarmi”.
Mentre Marquez affrontava il suo calvario, la pista ha continuato a dettare legge. Ed è stata subito bandiera rossa dopo una carambola che ha visto coinvolti Johann Zarco, Pecco Bagnaia e Luca Marini. A riportare la peggio è stato il francese, trasportato in ambulanza all’ospedale per un problema alla gamba destra. Al nuovo semaforo verde altro incidente: Jorge Martin, dopo essere stato protagonista di una ripartenza fulminea, è stato vittima di un errore brutale di Raul Fernandez, finendo a terra per la quinta volta in un weekend da incubo. Ha vinto Di Giannantonio davanti Joan Mir (Honda) e Fermin Aldeguer (Ducati), mentre Acosta veniva buttato giù all’ultima curva da Ai Ogura.
L’ordine d’arrivo è stato stravolto da una serie di penalità comunicate un’ora e mezza dopo la conclusione della gara, tutte legate alla bassa pressione degli pneumatici. Mir è così scivolato in tredicesima piazza, facendo guadagnare una posizione ad Aldeguer (secondo) e Francesco Bagnaia (terzo). “Abbiamo fatto una buona gara, per molti versi inattesa, ma ci siamo presi venti punti molto importanti – le parole di Aldeguer -. Non siamo ancora a posto fisicamente, ma il morale è alto dopo questo podio. Ora aspettiamo che Alex torni da noi al 100%”. Ha potuto sorridere, si fa per dire, Marco Bezzecchi dopo un weekend di sofferenza: pur in affanno per tutto il fine settimana, ha guadagnato un quarto posto, capitalizzando 13 punti d’oro che pesano come macigni, portando a 15 i punti di vantaggio su Martin.
“Separare le emozioni” è forse il vero superpotere di questi cavalieri moderni. Chiudere la visiera significa isolarsi da un mondo dove una vertebra può rompersi in un attimo, per concentrarsi solo sulla traiettoria perfetta. Il motorsport è pericoloso, ma è proprio in questo rischio accettato che risiede la grandezza dei piloti del Motomondiale. Ora, mentre il circo punta verso il Mugello, l’augurio è di rivedere Alex presto in pista, a lottare per quelle vittorie che sabato lo avevano reso il re del fine settimana.
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