“A Brindisi non si può più vivere nell’incertezza”

BRINDISI – “Non è più possibile continuare a vivere in una condizione di incertezza”. È uno dei passaggi centrali del comunicato diffuso dalle segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm, rappresentate rispettivamente da Gianluca Volpe, Ciro Di Gioia e Maurizio Flore, sulla situazione industriale di Brindisi e sulle vertenze che coinvolgono i poli produttivi di Enel ed Eni.
I sindacati parlano di una situazione “ogni giorno più preoccupante” e sostengono che si sia arrivati “a una fase iniziale cui non sono più rinviabili atti concreti che facciano piena luce e chiarezza sul futuro occupazionale, industriale del territorio e del suo complessivo mondo dell’indotto”.
Nel mirino delle organizzazioni sindacali c’è soprattutto il clima di incertezza che continua a gravare sui lavoratori e sulle aziende dell’indotto. “Non è più possibile – scrivono Fim, Fiom e Uilm – alimentare, come qualcuno continua a sostenere, la convinzione che ‘andrà tutto bene’, vista la totale assenza di atti concreti che diano tempi certi e impegni verificabili”.
Per i sindacati, “le lavoratrici, i lavoratori e l’intero sistema dell’indotto hanno bisogno di serenità, trasparenza e prospettive reali”.
Le sigle metalmeccaniche guardano con attenzione ai prossimi appuntamenti istituzionali già fissati: il 18 maggio in Prefettura e il 25 giugno al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. “Accogliamo positivamente la notizia degli incontri già calendarizzati – si legge nella nota – appuntamenti che riteniamo fondamentali per entrare finalmente nel merito delle questioni aperte”.
Secondo Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm, il tavolo ministeriale “dovrà essere il luogo nel quale fare chiarezza sull’Accordo di Programma e dare pieno seguito al Protocollo d’Intesa sottoscritto lo scorso anno”, strumenti considerati “indispensabili per garantire continuità industriale, tutela occupazionale e nuovi investimenti per il territorio brindisino”.
Nel comunicato viene ribadita anche la centralità dell’indotto industriale: “Fim Fiom Uilm continueranno a mantenere alta l’attenzione sull’indotto, sostenendo le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori e chiedendo alle istituzioni e alle aziende responsabilità, concretezza e rispetto degli impegni assunti”.
Infine, il richiamo alla necessità di costruire una prospettiva nuova per il comparto industriale locale: “Fim Fiom Uilm con tutti i lavoratori metalmeccanici del territorio rivendicano una nuova era industriale brindisina, ma per far ciò è necessario da subito mettere in chiaro tutto: prospettive industriali, occupazione e tenuta di tutto il sistema territoriale”.
“Per diversi decenni Brindisi è stata un’area industriale sviluppata – concludono i sindacati – e questo è stato possibile anche grazie alle professionalità del lavoro della filiera dell’indotto. Un patrimonio da salvaguardare e valorizzare”.
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