Assalto al bus del Perugia, la Corte d’appello assolve sei ultrà e revoca i Daspo

Assalto al bus del Grifo, la Corte d’appello di Perugia ha confermato le assoluzioni in primo grado, ridotto le pene comminate dal giudice del Tribunale penale di Perugia e revocato i Daspo disposti dal questore (che avevano trovato conferma in diverse sedi giudiziarie).
Erano diciotto i tifosi accusati di violenza privata, danneggiamento e violazione delle disposizione del Daspo per aver bloccato il bus del Grifo con a bordo la prima squadra nel parcheggio del “Renato Curi” la sera del 21 ottobre del 2017. L’episodio era avvenuto dopo la quinta sconfitta in sei partite della squadra allenata da Federico Giunti.
Secondo la Procura di Perugia i tifosi “in concorso tra loro e con altri numerosi tifosi della squadra Perugia Calcio, con violenze e minacce” costretto “l’autista dell’autobus dell’Ac Perugia con a bordo i giocatori della prima squadra e lo staff tecnico, ad arrestare la marcia del veicolo, impedendo loro, per dieci minuti circa, di far ritorno verso il parcheggio B1 dello stadio Renato Curi”. Gli ultras avrebbero lanciato un sasso “contro il finestrino del bus operato da una persona non identificata” e poi intimorito “i passeggeri lanciando alcuni fumogeni, sferrando dei calci e dei pugni sulla carrozzeria tanto da causare l’arresto forzato del veicolo”. L’autobus era stato danneggiato ed erano state staccate le insegne adesive del Grifo. Gli imputati sono difesi dagli avvocati: Michele Nannarone, Stefano Tentori Montalto, Vincenzo Bochicchio, Andrea Pierozzi, Saschia Soli, Gianluca Calvieri, Marco Brambatti e Silvia Serangeli.
La Corte d’appello di Perugia ha assolto sei tifosi perché il fatto non sussiste, ridotto la pena a due di essi a otto mesi di reclusione, due condanne confermate. I giudici di appello hanno revocato i Daspo e le disposizioni correlate, disponendo il pagamento delle spese processuali a carico degli imputati.
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