Pedoni e ciclisti falciati dall’auto in via Emilia, tre donne lottano per la vita

Sono sette complessivamente le persone colpite questo pomeriggio dal pirata che ha sparso terrore in via Emilia Centro, guidando la propria auto per 200 metri fra le persone fino a schiantarsi contro la vetrina di un negozio. Con il passare delle ore si va delineando meglio il quadro delle condizioni delle persone coinvolte, soccorse da numerosi equipaggi del 118 e dagli elicotteri di Pavullo e Bologna.
Sono due i pazienti ricoverati all’Ospedale Maggiore di Bologna, entrambe in Rianimazione in prognosi riservata: una donna di 55 anni si trova in condizioni critiche ed è in pericolo di vita; il secondo paziente, un uomo di 55 anni, presenta diversi traumi, è in condizioni gravi ma stabili.
Si trovano ricoverati invece a Baggiovara una donna di 69 anni, giunta in codice 3, attualmente in sala operatoria, in condizioni estremamente gravi; una donna di 53 anni, arrivata in codice di massima gravità, è attualmente in sala operatoria in gravi condizioni. Per entrambe la prognosi è riservata.
È infine giunto un uomo italiano di 59 anni, con trauma al polso 3 una ragazza di 22 anni con un trauma cranico. A questi si aggiungono il cittadino che ha bloccato il fuggitivo, Luca Signorelli, ferito lievemente da una coltellata al volto e una donna di 30 anni colta da un attacco di panico.
Tre dunque le donne in condizioni molto gravi. tra cui una cittadina polacca e una turista tedesca. Critica la situazione per l’ultima delle vittime dell’automobilista, schiacciata tra l’auto e la vetrina del negozio, la quale ha perso l’uso di entrambe le gambe.
La dottoressa Lesley De Pietri, Direttore della SC “Anestesia e Terapia Intensiva” di Baggiovara ha voluto “ringraziare personalmente tutti i colleghi, non soltanto di medici ma di personale infermieristico, che si sono recati spontaneamente in pronto soccorso, in sala operatoria, pronti a fronteggiare un’emergenza che richiede la contemporanea presenza di più sanitari per poter aprire sale operatorie e intervenire su più pazienti contemporaneamente.”
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