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Zerocalcare al Salone del Libro di Torino: «Con Due Spicci siamo alla resa dei conti. A quarant’anni, mi sono reso accorto che in certe situazioni essere insieme non basta per il lieto fine»

Certo, ci sono tanti elementi classici, come la musica che ha sempre un ruolo centrale, è l’unica cosa su cui Michele Rech si impunta davvero (qui ci sarà un inedito di Coez). Ma in più, la situazione si complica e non di poco. In Due spicci, Cinghiale si ritrova nei guai con la malavita, c’è un bar, di cui è socio anche Zero, ci sono i buffi, i debiti. «Due spicci si riferisce ai soldi, che nella serie hanno una parte, ma è anche un modo di dire romano, che io uso molto, per indicare ”un poco di”. In particolare, si dice “Due spicci di responsabilità”, che è quella che i personaggi si prendono o non si prendono a seconda delle situazioni».

Perché accanto alla trama crime che si dipana puntata dopo puntata (saranno otto in tutto, la storia ha «più respiro» rispetto alle serie precedenti), tutti si ritrovano davanti alla fine delle illusioni, al tempo che è passato non mantenendo nessuna promessa.

«Sono cresciuto con una serie di valori abbastanza forti riguardo alla collettività, ed è vero che nessuno si salva da solo, le soluzioni sono collettive. Arrivati a quarant’anni e passa mi sono reso conto che a volte arrivano situazioni in cui non è sufficiente stare insieme, essere amici. Ho voluto riportare nella serie questo bagno di realtà, non volevo che fosse una storia dove tutto va per forza come ti aspetti che vada. È come quando il navigatore ti dice: Ricalcola il tragitto, la strada dove devi andare è tutta da un’altra parte». Zerocalcare e i suoi amici fanno parte di una generazione che ha visto il 2008 spazzare via tutto quello che avevano conosciuto fino a quel momento, un futuro immaginato guardando il percorso fatto da chi era passato prima di noi che cambiava drasticamente direzione. E ancora prima del 2008, il G8 di Genova: «Venticinque anni dopo, mi crea ancora un groppo in gola. È una cosa che non si potrà mai archiviare», risponde a una ragazza seduta in prima fila che frequenta, oggi, la scuola Diaz.

Zerocalcare al Salone del Libro di Torino «Con Due Spicci siamo alla resa dei conti. A quarantanni mi sono reso accorto...

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