Molise

Morti sul lavoro, ferite invisibili: Giovanni Mancinone ospite di Ti racconto un libro | isNews

Il giornalista sarà protagonista del nuovo appuntamento della rassegna a cura dell’Unione Lettori Italiani e del Comune. Interverrà anche Cesare Damiano, presidente dell’Associazione Lavoro&Welfare ed ex Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.


CAMPOBASSO. Le storie di chi non è più tornato a casa dal lavoro, il dolore delle famiglie rimaste sospese nell’attesa di giustizia, il peso di una tragedia quotidiana che troppo spesso scivola nel silenzio. Sarà dedicato a uno dei temi più drammatici e urgenti del nostro tempo il nuovo appuntamento con Ti racconto un libro 2026‒ il laboratorio permanente sulla lettura e sulla narrazione promosso e realizzato dal Comune di Campobasso e dall’Unione Lettori Italiani, con la direzione artistica e organizzativa di Brunella Santoli e il patrocinio della Provincia di Campobasso.

Ospite della rassegna sarà il giornalista molisano Giovanni Mancinone, autore del libro Corpi al macello. Il silenzio dei morti sul lavoro e la sofferenza dei superstiti, un’opera che affronta con rigore civile e profondità umana il dramma delle morti sul lavoro in Italia.

Attraverso testimonianze dirette, documenti giudiziari, archivi pubblici e privati, Mancinone ricostruisce vicende segnate da dolore, precarietà e assenza di tutele, entrando nelle case delle vittime e raccogliendo le voci di mogli, madri, figli e amici ancora feriti da perdite che potevano essere evitate. Miniere, cantieri, campagne, fabbriche e strade diventano i luoghi di un racconto corale che denuncia una vera emergenza nazionale troppo spesso relegata ai margini del dibattito pubblico.

Il libro mette in luce le responsabilità di un sistema che continua a considerare sicurezza e salute come costi da ridurre, mentre sfruttamento, lavoro nero, subappalti, precarietà e scarsa formazione contribuiscono a rendere il lavoro sempre più insicuro. Un’indagine lucida e necessaria che restituisce dignità alle vittime e richiama l’urgenza di una riflessione collettiva sui diritti, sulla tutela della persona e sul valore stesso del lavoro.


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