Muore all’Aia Félicien Kabuga, accusato del genocidio in Ruanda – Altre news
È morto oggi all’ospedale
dell’Aia Félicien Kabuga, l’uomo d’affari ruandese accusato di
essere stato uno dei principali finanziatori del genocidio del
1994 contro i tutsi in Ruanda. Lo ha annunciato il Meccanismo
residuale internazionale per i tribunali penali delle Nazioni
Unite, precisando che le autorità olandesi hanno avviato le
procedure previste dal diritto nazionale, mentre la presidente
del Meccanismo, la giudice Graciela Gatti Santana, ha disposto
un’inchiesta completa sulle circostanze della morte affidandola
al giudice Alphons Orie.
Ormai novantenne, considerato per anni uno dei latitanti più
ricercati al mondo, Kabuga era accusato di genocidio,
cospirazione per commettere genocidio, istigazione al genocidio
e crimini contro l’umanità. Secondo l’accusa, avrebbe finanziato
e sostenuto le milizie hutu responsabili dei massacri e la Radio
Télévision Libre des Mille Collines (RtLM), l’emittente che
diffuse propaganda anti-tutsi e incitamenti alle uccisioni
durante i cento giorni del genocidio costati la vita a circa
800mila persone.
Arrestato nel 2020 in Francia dopo oltre venticinque anni di
fuga, Kabuga era stato trasferito all’Aia per essere processato
dal Meccanismo Onu che ha raccolto l’eredità del Tribunale
penale internazionale per il Ruanda. Il processo era iniziato
nel settembre 2022 ma nel 2023 i giudici avevano sospeso a tempo
indeterminato il procedimento, ritenendolo non idoneo a
sostenere il processo per le sue condizioni di salute.
Al momento della morte Kabuga si trovava detenuto presso
l’Unità di detenzione delle Nazioni Unite ed era in attesa di un
possibile rilascio provvisorio in uno Stato disposto ad
accoglierlo.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Source link



