Corruzione elettorale, Cataldo e Maurodinoia a rischio processo
Rischiano il processo Sandro Cataldo, fondatore del Movimento politico ‘Sud al Centro’ e sua moglie, l’ex assessora regionale ai Trasporti Anita Maurodinoia, accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale nelle consultazioni per il Comune di Grumo Appula e della Regione (del settembre 2020) e per il Comune di Triggiano ad ottobre 2021. Entrambi, per i pm Claudio Pinto e Savina Toscani, alle elezioni di Grumo Appula avrebbero promesso 50 euro per ogni voto e posti di lavoro. Secondo l’accusa, Cataldo sarebbe stato promotore del sistema che avrebbe procacciato voti a pagamento nelle tornate elettorali. Costituiti parte civile la Asl, il Comune di Triggiano e un candidato escluso dalle comunali di Grumo.
Nell’udienza di stamattina, dinanzi alla gup Chiara Maglio, i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio per i due politici e altre 14 persone, coinvolte nell’inchiesta. Hanno invece chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato l’ex sindaco di Triggiano, Antonio Donatelli, e sua moglie Gaetana Lanotte: per loro l’udienza è fissata per il 5 giugno, ma potrebbe slittare.
Ieri mattina, dopo l’accusa che si è soffermata in particolare sul ritrovamento dei ‘santini’ in alcuni bidoni della spazzatura dopo le elezioni comunali, è stata la volta di alcuni dei difensori. Tra questi, i professori Vittorio Manes e Carlo Taormina, che affiancano l’avvocato Mario Malcangi nella difesa di Cataldo e Maurodinoia. Per quest’ultima, è stato evidenziato, non ci sarebbero atti che la riguardano e la sua iscrizione nel registro degli indagati sarebbe del 2024, in coincidenza con l’inchiesta Codice Interno. Per quanto riguarda Cataldo, invece, i legali ritengono che l’accusa si sarebbe concentrata più sulla colpa soggettiva che sull’oggettività dei fatti. L’udienza è stata rinviata al 22 maggio per la decisione.




