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(Adnkronos) – Tragedia alle Maldive dove cinque italiani sono morti in seguito a un incidente avvenuto durante un’immersione subacquea. E’ accaduto nell’atollo di Vaavu: i connazionali sarebbero deceduti per aver provato l’esplorazione di alcune grotte a 50 metri di profondità.

A quanto si apprende le vittime sono le due genovesi Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, il padovano Gianluca Benedetti, i piemontesi Federico Gualtieri e Muriel Oddenino.

Monica Montefalcone, 51 anni, ricercatrice Unige, lavorava presso il Distav, Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Genova. Gianluca Benedetti, nato a Padova, secondo la sua biografia rintracciabile sul sito dell’agenzia di viaggi Albatros Top Boat di Verbania per cui lavorava, dopo una lunga esperienza nel mondo delle banche e della finanza, aveva deciso di cambiare vita e di trasformare la subacquea, una sua passione di lunga data e impegno lavorativo già svolto da molti anni come part time in Italia, in un’attività a tempo pieno. Nel 2017 si era trasferito alle Maldive, perlomeno in modo continuativo fino al 2024. Il suo ruolo era quello di istruttore subacqueo ma anche di operations manager, ossia era il capobarca a bordo delle due imbarcazioni, Conte Max e Duca di York, che l’agenzia usa in loco per portare i turisti a fare immersioni. Benedetti viene definito come “una persona energica ed estremamente sportiva, amante della lettura, del cinema classico e degli scacchi”.

Era una biologa marina, ecologa e assegnista di ricerca al Dipartimento di scienze della terra dell’università di Genova Muriel Oddenino, 31 anni. Specializzata in ecologia marina, aveva conseguito la laurea triennale all’università di Torino per poi concludere gli studi nell’ateneo del capoluogo ligure. Appassionata di immersioni era coautrice di ricerche scientifiche focalizzate sulla conservazione degli ecosistemi marini. Appresa la notizia, sui suoi profili social, cominciano a comparire alcuni messaggi che la ricordano. “Ciao piccolina, ragazza meravigliosa, dolce, sensibile, sempre con il sorriso negli occhi e la gentilezza nel cuore – scrive un suo contatto – Ti vedevamo entrare in caffetteria ci chiedevi la tua focaccia e il cappuccino senza lattosio, pronta a fare due chiacchiere e a regalare un momento di allegria a tutti noi. La tua presenza mancherà tantissimo, ma il ricordo della tua luce , del tuo sorriso e della tua dolcezza resterà per sempre nei nostri cuori. Ci stringiamo con affetto al dolore della famiglia e di tutte le persone che ti hanno voluto bene”.

Federico Gualtieri era originario di Borgomanero (Novara).

Secondo le autorità delle Maldive i corpi si trovano all’interno di una grotta sottomarina a circa 60 metri di profondità. Fino a ora è stato recuperato un solo corpo, mentre proseguono le ricerche. Lo ha riferito il sito d’informazione locale The Edition, precisando che l’informazione diffusa dalle autorità locali in precedenza, secondo cui tutti i corpi erano stati ritrovati, è stata frutto di un errore avvenuto durante le operazioni di ricerca, causato da una comunicazione non corretta.

I cinque italiani erano in crociera a bordo della ‘Duke of York’, un’imbarcazione gestita da operatori stranieri e specializzata in crociere subacquee. Sono scomparsi mentre partecipavano a un’attività subacquea organizzata da una barca safari, come hanno confermato le autorità locali al termine di una vasta operazione di ricerca.

Il ‘Duke of York’ è un liveaboard di lusso che offre tutto l’anno immersioni subacquee nelle acque delle Maldive. Come si legge sui siti che la pubblicizzano online, ”la parte subacquea è gestita dall’Island Cruises Pvt lt” e ”il contratto per le immersioni, anche se comprese nel pacchetto di vendita”, viene ”stipulato a bordo”. Sempre negli annunci si sottolinea che il Nitrox, la miscela respiratoria usata per le immersioni subacquee, composta da azoto e ossigeno, ”è gratuito per i subacquei certificati ed è disponibile il supporto per rebreather”. La yacht dispone di undici ampie cabine su tre ponti, per un totale di 21 ospiti e tra l’altro di uno scooter subacqueo. Il Duke of York è accompagnato inoltre da un ‘dhoni’, barca d’appoggio che ”offre ampio spazio per riporre l’attrezzatura e prepararsi per le immersioni”.


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