sottoscritto il contratto integrativo aziendale 2026 della dirigenza sanitaria

Dopo mesi di confronto serrato ai tavoli negoziali, con una serie di incontri tecnici e politici dedicati a reperire risorse, definire priorità e sciogliere nodi organizzativi, Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale e le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto il Contratto collettivo integrativo aziendale 2026 per la dirigenza sanitaria. Un’intesa che mette in campo oltre 43 milioni di euro tra fondi contrattuali e risorse regionali, con l’obiettivo dichiarato di valorizzare il lavoro dei dirigenti sanitari, rafforzare le attività nei servizi più sotto pressione e rendere più sostenibili condizioni di lavoro e carichi assistenziali.
Il contratto
Nel dettaglio, per il 2026 vengono confermati e incrementati i principali capitoli economici: il fondo incarichi supera i 30,9 milioni di euro, il fondo condizioni di lavoro va oltre i 5,9 milioni, mentre il fondo per la retribuzione di risultato supera i 4,1 milioni, a cui si aggiunge un residuo stimato di circa 1,2 milioni. La premialità viene ripartita con un 60 per cento legato alla performance organizzativa e un 40 per cento alla performance individuale. Prevista anche una quota dedicata – 550 mila euro – per progettualità strategiche e attività ad alta complessità, dalla continuità ospedale-territorio al Centro regionale trapianti, dal supporto anestesiologico alla prevenzione della violenza di genere, fino a interventi specifici per la farmacia.
Sedi periferiche
Uno dei punti qualificanti dell’accordo riguarda le aree considerate “poco attrattive” o maggiormente nella sofferenza: le risorse mirate sono destinate ai dirigenti impegnati nelle sedi periferiche di Tolmezzo e Latisana, nelle strutture di Medicina, nelle Cure intermedie, nelle Cure palliative e nei Centri di salute mentale, con l’intento di sostenere reparti e servizi regionali segnati da carenze di organico e criticità organizzative.
Sul fronte delle indennità, l’intesa prevede l’incremento della pronta disponibilità da 4 a 6 euro l’ora e l’aumento dell’indennità per il lavoro festivo fino a 10 euro lordi orari. Particolarmente rilevante anche il capitolo dedicato all’emergenza-urgenza: per Pronto soccorso, OBI, Pronto soccorso pediatrico e sistema 118 l’indennità aggiuntiva viene incrementata fino a 11,50 euro lordi orari per il 2026, grazie a un’integrazione regionale aggiuntiva di 7 euro l’ora, confermando inoltre le misure già previste a livello regionale per il personale della dirigenza sanitaria impegnato nei servizi di emergenza.
Fondo perequativo
Non meno significativo l’ampliamento del fondo perequativo aziendale per quelle discipline con limitata possibilità di libera professione intramuraria: tra le strutture ora incluse figurano Igiene alimenti e nutrizione, Istituto di igiene ed epidemiologia valutativa, Prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro e Medicina trasfusionale.
“È un accordo che arriva al termine di mesi di lavoro vero, fatto di verifiche puntuali sui fondi e di un confronto continuo per trasformare in risorse concrete il riconoscimento dovuto alla dirigenza sanitaria”, sottolinea Stefano Bressan, segretario generale Uil Fp Fvg. “Mettiamo in sicurezza oltre 43 milioni e li orientiamo anche verso i contesti più critici: emergenza-urgenza, sedi periferiche e servizi territoriali dove la carenza di personale pesa ogni giorno su qualità e tenuta del sistema”.
“Non è solo una somma di cifre”
Sulla stessa linea Massimiliano Tosto, segretario regionale Anaao Assomed, che rimarca la portata operativa dell’intesa. “Il contratto integrativo non è solo una somma di cifre: è uno strumento per rendere più sostenibile il lavoro dei dirigenti e dare risposte dove la pressione assistenziale è più alta. L’incremento delle indennità, le risorse per le aree meno attrattive e il rafforzamento delle misure sul Pronto soccorso vanno nella direzione di riconoscere attività e responsabilità che negli ultimi anni sono cresciute in modo evidente”.
Per i sindacati firmatari, il Ccia 2026 rappresenta quindi un passaggio chiave non solo sul piano economico, ma anche sul terreno della valorizzazione professionale e della tenuta organizzativa di ospedali e territorio. Un accordo che, nelle intenzioni, punta a sostenere concretamente chi garantisce ogni giorno i servizi più complessi del sistema sanitario pubblico, con un’attenzione particolare ai nodi più fragili: emergenza-urgenza, periferie e articolazioni assistenziali dove le difficoltà di reclutamento rischiano di trasformarsi in un’emergenza strutturale.
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