‘Architettura e memoria: il Seggio di Isernia nel contesto del Regno di Napoli’: appuntamento alla biblioteca Romano | isNews
Oggi pomeriggio a partire dalle 16:30 l’evento culturale del Circolo Sociale Città di Isernia
a cura del Circolo Sociale Città di Isernia
ISERNIA. ‘Architettura e memoria: il Seggio di Isernia nel contesto del Regno di Napoli’. Questo il titolo dell’evento culturale che si terrà oggi pomeriggio in Isernia alle ore 16.30 presso la Biblioteca Comunale Michele Romano, organizzato dal Circolo Sociale Città di Isernia. Un Seminario che rappresenta l’evento chiave per eccellenza della programmazione 2026, pietra miliare di un percorso iniziato circa cinque anni fa di riscoperta della identità storico-culturale isernina.
Relatori saranno Tommaso Formichelli, Fulvio Lenzo, Gabriele Venditti.
Tommaso Formichelli, dottore di Ricerca in diritto civile nell’Università La Sapienza di Roma, giurista nella formazione fondamentale ad un tempo raffinato culture di storia, aprirà i lavori fornendo una chiave introduttiva al Seminario attraverso una breve ma intensa analisi del contesto storico generale di Isernia e del Regno di Napoli nel quale emerge ed evolve l’istituzione del Seggio locale.
Seguirà la relazione centrale di Fulvio Lenzo, professore associato presso la Università IUAV di Venezia di Storia dell’Architettura, che tratterà ad ampio raggio del connubio tra architettura e memoria in riferimento al complesso monumentale del Seggio di Isernia. Considerato tra i massimi esperti di architettura dei Sedili del Regno di Napoli, autore del testo “Memoria e identità civica. L’architettura dei seggi nel Regno di Napoli XIII-XVIII secolo” (Roma, Campisano editore, 2014) che rileva quale pubblicazione di maggior riferimento per gli studi in materia. La pubblicazione è il frutto di un lavoro svolto da un team di ricerca multidisciplinare coordinato proprio da Lenzo.
Terza relazione sarà quella di Gabriele Venditti, Direttore della Biblioteca Comunale Michele Romano, responsabile dell’Ufficio Cultura del Comune di Isernia, studioso e scrittore di alto profilo della storia locale, che tratterà della storia della Fontana Fraterna -o “della Fraterna” che dir si voglia – muovendo comunque dalla storia della istituzione del Seggio (e dunque della “Fontana del sedile”).
L’appuntamento culturale proposto dal Circolo Sociale Città di Isernia per oggi è un ennesimo spazio di condivisione spontanea con la comunità di approfondimenti inerenti l’identità storico-culturale della Città di Isernia.
Ma che cosa si intende per “identità storico-culturale della città”? E perché è rilevante per la comunità isernina – come per quella molisana – approfondire e rendersi consapevoli circa la identità storico-culturale?
Per identità storico-culturale della Città possiamo intendere un portato immateriale e materiale complesso e dinamico, formato dall’insieme di eventi e vissuti in senso lato passati e presenti, memorie condivise, tradizioni, linguaggi, usanze, architetture e paesaggi urbani. Essa rappresenta il “volto” unico della città, capace di generare un senso di appartenenza nei cittadini e di distinguere il contesto urbano da altri.
Ecco i punti chiave che definiscono l’identità storico-culturale:
Stratificazione Storica e Memoria: Non si limita al passato, ma è la narrazione continua che unisce la storia alle esperienze attuali. Il centro storico gioca un ruolo centrale come nucleo di massima concentrazione di testimonianze artistiche e monumentali.
Patrimonio Materiale e Immateriale: Include beni fisici (edifici, monumenti, tessuti urbani) e elementi immateriali (tradizioni, dialetti, artigianato, feste popolari, cucina locale).
Senso del Luogo e Comunità: L’identità territoriale nasce dall’interazione tra la popolazione e il luogo, definendo il significato che gli abitanti attribuiscono al proprio ambiente. È un “sogno di bellezza” narrata di generazione in generazione che sopravvive attraverso la cura dei luoghi e dei ritmi di vita.
Identità Dinamica: L’identità culturale è in continua evoluzione, spesso arricchita da nuove culture e interazioni, e non deve essere confusa con una visione statica o meramente nostalgica.
Valore Strategico e di Sviluppo: La valorizzazione dell’identità storico-culturale è fondamentale per il turismo, il marketing territoriale e la coesione sociale. Progettarne la conservazione è una sfida per garantire un futuro sostenibile e riconoscibile.
In sintesi, l’identità cittadina è l’insieme di tratti strutturali, sociali e simbolici che rende una città unica e riconoscibile.
Il lavoro passionale svolto – gratis et amore Dei negli anni – non già in maniera meramente tecnico-scientifica bensì attraverso il connubio di un’analisi tecnico-scientifica specialistica e di un ragionamento a tutto tondo nel distacco da ogni forma di ideologia di parte, di preconcetto, di sovrastruttura, raccogliendo tutti gli elementi documentativi ed articolando una possibile spiegazione di verità storica, pur sempre mantenendosi su di una posizione prudenziale, di serietà e coerenza, di umiltà rispetto al generale groviglio evolutivo di cui spesso non abbiamo tutte le chiavi di perfetta lettura.
Tale lavoro, di spirito e di ragion pura ad un tempo, rileva per la comunità in quanto viatico della possibilità per tutti di comprendere certa evoluzione di cose umane in senso lato ed in senso stretto al fine prioritario di assumere su di sé civicamente collettivamente il carico della responsabilità di continuare l’arte di certa buona vitalità che per i più non si può non richiamare al mistero della Fede, ma che comunque rappresenta quel motus di andar verso la salvezza in termini di “Dignitas” rispetto al rischio esistenziale che spesso nella storia terrena si traduce in duro realismo di inabissarsi alla dissoluzione, alla estrema caducità, alla grave decadenza.
La storia e dunque la cultura non come ideologia, come “partito preso”, bensì come luogo per eccellenza nel quale l’uomo persona famiglia prossimità comunità ricerca di orientarsi alla salvezza tra considerazione delle radici e considerazione della continuità che intercorre tra radici e quotidiano del presente incessante verso l’eterno, in un approccio all’arte sublime di bellezza universale essenziale che è dentro la via, la verità, la vita.
L’imperfezione dell’umano essere terrenamente è insita nell’esistenziale immanente ma ciò non vuol dire che non possiamo tendere a trasformarne in certa “umana coerenza genuina” di spirito e di ragion dello spirito di volger alla perfezione consci della imperfezione stessa, di volger alla redenzione nella giusta tensione di certo “ordinem-equilibrium di ben-essere” nonostante certo “dis-ordinem-squilibrium di mal-essere”, di curar insieme l’insieme per la salvezza.
L’architettura del Seggio di Isernia dunque ci richiama la memoria: l’architettura come opera in sé diventa simbolo di una storia del passato ma anche di una storia del presente verso la storia del futuro, qual leva identitaria storico-culturale che ci identifica come comunità che si orienta alla responsabilità.
La memoria richiamata dall’architettura del Seggio negli approfondimenti offerti dal Circolo Sociale non già sottende una qualche forma di interpretazione ideologica o meramente soggettivistica, bensì attiene un argomentare insieme comunitariamente in spirito ed in ragion pura contestualmente circa l’evoluzione delle cose umane complesse nella opportunità in ogni caso di sintetizzare un approccio sensibile e pragmatico ai valori, ai principi vitali che riguardano le origini e la continuità di una città che seppur relegata momentaneamente alla propria condizione terrena si colloca pur sempre nel mistero della Fede, dell’argomento di ciò che non si vede ma è la Città dei Cieli, la Città di Dio, dove regna la Bellezza universale essenziale.
Qual sacrificio per giungere a riscoprire certa memoria scomparsa, inabissata, dimenticata dalla comunità? Un sacrificio di una vita potremmo dire, di una vocazione che diventa missione, nella gratuità che sottende l’amor di Dio.
Quale interesse? L’interesse alla vita, in umiltà e mansuetudine, nella consapevolezza di propria umana piccolezza.
IL MOMENTO STORICO
L’evento di oggi si colloca in un momento storico che ci richiama tutta la caducità dell’umano essere del mondo, con più di sessanta guerre in corso, consapevoli – civicamente comunitariamente globalmente localmente parlandosi – di aver dissipato il patrimonio dello spirito del dopo seconda guerra mondiale in una chiave di viver insieme “amabilmente guerreggiando socialmente tutti contro tutti” senza più visione né condivisione né comunione: un far west di brutalità/bestialità che in Italia/Europa/Occidente assume le sembianze di un “quieto vivere relativistico”, nella sospensione popolare tra “oclocrazia” e “oligarchia”, in una generale “auto-crazia collettiva dell’auto-dissoluzione”.
Ma se è vero che siamo “somma algebrica di individualismi/soggettivismi” come trasformare il comune mal vivere odierno dominante in un possibile rinnovato e rinnovabile ben di vivere rigenerante fondato sui sensi condivisibili di verità d’esser insieme bontà dunque tensione comune di bellezza universale essenziale per la salvezza alla dignità?
La storia straordinaria del Seggio di Isernia ci parla, ci indica una strada seguita nel passato, ma soprattutto una strada da seguire per il futuro: una strada di collaborazione che include tutti, dalla dimensione istituzionale pubblica, a quella religiosa, a quella popolare, in chiave di nuovo civismo universale.
Il Seggio di Isernia simboleggia proprio certa collaborazione del passato tra dimensioni istituzionali diverse, e sembra segnalarci la via al futuro, una via mediana e non già estremistica, una via che è tendenzialmente verità e vita nello sforzo dell’umano essere insieme bene tra “fragilità-diversità” in quanto “società-famiglia umana” , contestualità di persone famiglie prossimità comunità dedite a convivere con la presenza di Dio ai fini della salvezza tra il qui ed ora ed il per sempre.
La storia del Seggio che qui ad Isernia si colloca – come per moltissime altre città del Regno di Napoli – nella storia della Città regia – rappresenta la storia di una collaborazione sociale tra tutte le dimensioni di civiltà dell’epoca, anche nello sforzo in particolare della Ecclesia di spingere il potere politico ad incentivare in alcuni casi una forma di “città libera”, e di “auto-governo civile” in questa.
I valori della città libera, dell’autogoverno civile, si richiamano nello sforzo in special modo della Ecclesia ai valori della nobiltà di Cristo.
In questo momento storico l’architettura del Seggio di Isernia ci richiama la memoria che è dovere di continuità vitale adeguata ai tempi correnti di una collaborazione sociale fondata sulla tensione sociale umana collettiva di Bellezza universale essenziale, di Salvezza alla Dignitas infinita, sapendo essere nel mondo anziché del mondo, anelanti l’eterna beatitudine.
LA PROPOSTA FONDAMENTALE DEL CIRCOLO
Cotanto sforzo del Circolo profuso in anni ed anni di meticoloso paziente prudente fruttuoso approfondimento non può non sfociare, al di là di protagonismi e personalismi, in una proposta culturale che evoca un altrettanto meticoloso paziente prudente fruttuoso lavoro in spirito e ragion di Fede della Comunità, fondato sull’anelito di salvezza rispetto al rischio di disastrosità che i tempi correnti del mundus locus purtroppo incentivano.
Il Circolo Sociale Città di Isernia, nel piccolo, vuole attivare una sede sociale ponendosi come “laboratorio aggregativo ludico-ricreativo” e ad un tempo come “laboratorio aggregativo culturale esperienziale” sul piano del volontarismo in armonia con le energie diverse della comunità, ricercando di dare un contributo di “solidarietà” nell’accezione più profonda del termine.
Il primo laboratorio proporrà un ambiente dove è possibile incontrarsi liberamente ancorché responsabilmente ai fini di un saper condividere certo divertissement legato alla dimensione del gioco che ricrea spontaneamente certo benessere.
Il secondo proporrà una serie di “spazi culturali esperienziali tematici” connessi a determinati vissuti storico-culturali specifici delle diverse epoche, nell’ambito di un’area organizzata sotto forma di “bibliomediateca” dove sarà possibile coltivare letture, e di dove potranno snodarsi visite correlate ad una sorta di circuito urbano multi-lineare. Ad esempio verranno promossi spazi tematici come “Andrea d’Isernia ed il Diritto alla resistenza” o “Andrea d’Isernia e l’incontro con i Celestini”, piuttosto che “L’Eremo dei Santi Cosma e Damiano tra origini ed attualità: la cura umana”.
La tensione di salvezza in senso stretto ed in senso lato, nell’alveo del mistero della Fede, corre sul filo della memoria in chiave di continuità di responsabilità comunitaria del tempo reale di impegnarsi a vivere insieme curando l’insieme a partire dal volontarismo di essere “anima comunitaria” dunque pragmatico vissuto di stile quotidiano.
Dal Sedile come storia del passato al Sedile come storia di continuità, da sacrificio a patrimonio culturale immateriale materiale di comunità: il Circolo aderisce ad un progetto sociale di respiro nazionale/internazionale denominato “Artigianalità creativa per la Pace” promosso in Roma da un “collettivo sociale” coordinato da un attivista capitolino (avvocato attivista).
Il progetto intende “adottare” per così dire, in cooperazione con la comunità intera, il complesso monumentale del Seggio di Isernia quale simbologia fondamentale per la “Road map 2026-2030 verso il 2050”: un simbolo di autogoverno civile per la pace, fondato su di un rinnovato impegno sociale allargato condiviso tra le diverse dimensioni civiche in chiave di “nuovo civismo universale”: San Pietro Celestino, personalità storica di riferimento spirituale primario per la Città di Isernia e non solo, anticipatore del Giubileo, sembra chiamarci ad un perdono tra tutti, ad un perdono tra cittadini e cittadinanze del locus e del mundus, che costituiscono l’unico popolo della Terra.
Due i filoni laboratoriali connessi alla storia del Seggio/Sedile di Isernia:
1. Il programma Isernia Città del Sedile, che prevede una proposta di restauro e di fruizione civica innovata. La opportunità è quella di restaurare e rendere fruibile civicamente e turisticamente il complesso monumentale del Sedile (o Seggio) nell’ambito di una rinnovata visione dell’uso vitale quotidiano del centro storico in chiave di miglioramento della qualità di vivere per tutti. Il modello di vita del centro-sud Italia è modello che richiama nella concreta realtà del quotidiano locale ed in certo immaginario collettivo nazionale/internazionale, un vivere qualitativamente elevato, interessante, affascinante, tra antico e contemporaneo e futuribile, in una chiave di fruizione civica di residenzialità e di fruizione turistica incentrate sulla responsabilità che diventa gratificazione sotto il punto di vista emozional-spirituale e culturale ed economico e politico.
2. Il programma “Rete Città del Sedile”, che include la sinergia tra tutte le città del Sedile situate nel centro-sud Italia – circa settanta – di cui alla storia del Regno di Napoli, in chiave di “Laboratorio di pace sociale intergenerazionale” anche nella correlazione con le città del centro-nord Italia ed Europee dove viva è la memoria storica legata ai patriziati e dunque a certa evoluzione di “autogoverno civile”. Il programma viene proposto da alcuni gruppi civici promotori di città pilota tra le quali Isernia, Cosenza, Napoli. Il sedile di Isernia – unitamente con i sedili delle altre città interessate dal fenomeno storico – diventa un monumento simbolo di pace, di autogoverno civile per la pace, in una chiave culturale di stimolo ad un rinnovato viver bene insieme al mondo, di spontanea civicrazia del buon senso di con-vivibilità: VIENE PROMOSSA DA UNA BASE CIVICA LA CANDIDATURA DEI SEDILI DEL CENTRO-SUD ITALIA A PATRIMONIO “UNESCO FOR PEACE”.
LA COLLABORAZIONE SOCIALE E L’AGENDA
Il Circolo Sociale Città di Isernia ha compiuto questo percorso pluriennale nell’ambito di una spontanea progressiva emersione di un impeto passionale di recuperare il filo della memoria per recuperare la possibilità collettiva di continuare ad essere Città che intende volgere nella volontà e nella fattività alla Dignità.
Non un impegno di politica partitica, bensì un impegno di essere umanamente civicamente VITA.
C’è bisogno di vita non tanto come vitalismo fine a se stesso che rischia di sfociare in un impeto relativistico incontrollato, bensì di vita come “norma-lità preventiva di bellezza universale essenziale” nel tendere pur prudenzialmente, in umiltà e mansuetudine, e nella consapevolezza d’esser piccolezza, alla Dignitas infinita.
Se siamo diventati somma algebrica di individualità che non si riconoscono più, non si includono reciprocamente, non si aiutano, non si amano…vuol dire che vogliamo tutti amabilmente insieme la terza guerra mondiale a pezzi, nel mentre esistiamo meccanicisticamente algocraticamente anaffettivamente di arte senz’anima svolgendo la quotidianità senza pregare, lavorando senza studiare, guardando le bestialità di oltre sessanta conflitti armati del mondo e di situazioni sociali catastrofiche nel mentre mangiamo davanti alla tv..
Non è forse vero che se vogliamo possiamo rinnovare il nostro modo di vivere e star bene tutti insieme in spirito e dunque tendendo alla dignità tra anima e corpo pragmaticamente potendo sperare nella beata eternalità al di là della bestialità?
Dipende da noi, cercare di esser sostanziale armonia, effettuale sinergia in chiave di condivisa Bellezza universale essenziale nel viaggio tra il quaggiù, vita dell’immanente transitorio, ed il lassù, vita eternale.
Abbiamo profuso gratis et amore Dei tale sforzo nel desiderio di dare un contributo all’esser insieme VITA.
Abbiamo cercato di coinvolgere tutti, di nostra spontanea apertura:
- Abbiamo interessato l’ordine degli avvocati circa due anni fa (e tutti gli ordini professionali progressivamente) proponendo un approfondimento per esempio sulla storia di Andrea d’Isernia, con massimi esperti “nazionali”
- Abbiamo interessato l’amministrazione comunale, la biblioteca comunale, stimolando una serie di idee ed innovazioni
- Abbiamo interessato la cittadinanza in senso lato
- Abbiamo interessato il Vescovado ai fini dello studio del Sedile riferito al ruolo della Chiesa
Ora ci sia concesso di promuovere una proposta organica a favore della comunità in quanto tale evidenziando un modello di incontro e di collaborazione sociali fondati su maggiori empatia ed assertività nello spirito di autentica Fideità.
A breve, il tre giugno, un incontro in “via della pubblica piazza” ovvero su Corso Marcelli nei pressi dell’arco di San Pietro, per parlare da una parte della specifica attività del Circolo, dall’altra del progetto Artigianalità creativa per la Pace (con la presenza del coordinatore del collettivo sociale capitolino), in collaborazione tra più associazioni (si segnala la collaborazione del Circolo sociale con l’Associazione Il tombolo nel cuore di Isernia). Sarà il primo di incontri periodici sistematici nei pressi del Sedile.
IL Circolo proporrà tra le altre cose:
- Attivazione di una sede sociale quale ambiente (e circuito correlato) laboratoriale aggregativo ludico ricreativo /culturale esperienziale
- Convenzione con la Bmr per organizzazione incontri culturali, studi, pubblicazione di atti
Il progetto Artigianalità creativa per la pace proporrà tra le altre cose:
- Attivazione di un centro aggregativo inter-associativo in Isernia
- Cooperazione tra i diversi centri aggregativi del progetto (Roma, Napoli, Lucera, Matera, Cosenza, Cassino, Pescara, Piacenza, Firenze, Venezia, Milano, Parigi, Ginevra, Bruxelles, New York, Kinshasa, Maputo)
- Programma di implementazione di una cooperativa sociale di comunità;
- Programma di implementazione di una comunità patrimoniale culturale immateriale materiale;
- Programma di restauro del Sedile e di circuito culturale esperienziale connesso / Programma Unesco for peace [PROPOSTA ANALIZZATA DI RECENTE DA UNA BASE CIVICA IN COLLABORAZIONE CON UN TEAM MULTIDISCIPLINARE DI STUDIOSI/ESPERTI/ACCADEMICI DI CHIARA FAMA DI ARCHITETTURA/RESTAURO/STORIA/PATRIMONIO CULTURALE DI RESPIRO INTERNAZIONALE] includente una attività locale /extra locale di educazione e sensibilizzazione alla pace sociale intergenerazionale, nell’incontro e nel perdono tra cittadinanze/popoli , tra rievocazione e rinnovata vocazione, utilizzando l’arte terapia del saper vivere umano in armonia di spirito e del fare , a partire dal riuso simbolico del monumento del Sedile in chiave di “co-creazione” mediante la riproposizione artistica dello stesso in luoghi diversi(ed in modalità diverse) in scala quale leva identitaria storico-culturale che si richiama ad un “modello sociale innovativo del vivere insieme in pace sociale intergenerazionale” al mondo
- Programma comunità del merletto a tombolo di Isernia in correlazione con la candidatura Unesco in corso
- Altro
Il collettivo sociale capitolino in particolare supporterà l’associazionismo locale a farsi portatore di un nuovo modo di generare e condividere una tensione di dignità, attraverso un viaggio identitario di pensieri, parole, opere, composizioni di civiltà d’esser universale essenziale bellezza.
IL PROSSIMO EVENTO CULTURALE DEL CIRCOLO
Il 12 giugno 2026 prossimo venturo, alle ore 17 presso la Biblioteca Comunale Michele Romano si terrà l’evento culturale “GLI AFFRESCHI DELL’EREMO DEI SANTI COSMA E DAMIANO DI ISERNIA NEL PATRIMONIO DEGLI AFFRESCHI DEL MOLISE”.
Relatore sarà il dott. Dino Buccini, esperto in storia dell’arte.
Source link





