Centrosinistra, il progetto dell’associazione “I Riformisti” a Rende
Nasce a Rende l’associazione politico-culturale regionale “I Riformisti” che si colloca nel centrosinistra, all’Hotel San Francesco la conferenza stampa di presentazione
RENDE (COSENZA) – Nasce a Rende un nuovo laboratorio di idee destinato a scuotere gli equilibri del centrosinistra calabrese: “I Riformisti” si presentano al panorama politico regionale come un’associazione politico-culturale che ambisce a restituire spessore programmatico a un dibattito pubblico troppo spesso ridotto a sterile messaggistica.
La genesi del progetto, illustrata nei dettagli durante una partecipata conferenza stampa, affonda le radici in un perimetro valoriale solido e poliedrico, che tiene insieme l’eredità meridionalista, la tradizione liberal-democratica, la sensibilità cattolico-popolare e le istanze socialdemocratiche, repubblicane ed europeiste. Una sintesi di culture politiche storiche che si pone l’obiettivo di intercettare il disorientamento della società civile e fornire una bussola amministrativa a chi opera sul territorio.
LE ADESIONI ALL’ASSOCIAZIONE “I RIFORMISTI”
L’ossatura della neonata associazione è composta da amministratori, ex sindaci e personalità del mondo professionale. Tra le adesioni di primo piano spiccano quelle di Sandro Principe, del sindaco di Cetraro Giuseppe Aieta e dell’ex primo cittadino di Castiglione Cosentino Salvatore Magarò, affiancati da figure di rilievo come l’ex assessora cosentina Pina Incarnato con il padre Luigi.
LE PAROLE DI SANDRO PRINCIPE
È proprio Sandro Principe a tratteggiare il senso profondo di questa sfida, rivendicando la necessità di recuperare il metodo di quella che definisce la stagione “aurea” del primo centrosinistra. «Riteniamo che la vera cultura riformista, quella capace di programmare e poi centrare gli obiettivi concreti, rischi oggi di scomparire perché i partiti che si dicono riformisti hanno classi dirigenti che si esprimono quasi esclusivamente per slogan – ha dichiarato Principe –. Abbiamo il dovere, soprattutto verso le nuove generazioni, di non disperdere un patrimonio che ha prodotto le riforme strutturali più importanti del Paese, dalla sanità allo Statuto dei lavoratori, fino alla nazionalizzazione dell’energia elettrica, segnale di una gestione pubblica dei servizi essenziali».
UNA NUOVA METODOLOGIA POLITICA
Il progetto punta dunque a ribaltare l’attuale paradigma della comunicazione politica: alla velocità effimera delle dichiarazioni mediatiche, “I Riformisti” intendono contrapporre la lentezza dello studio e la solidità dell’azione amministrativa.
«Oggi la politica parla per slogan ma non offre soluzioni – ha incalzato ancora Principe – mentre noi siamo qui per costruire una politica concretamente applicabile. La presenza di molti sindaci tra i fondatori non è casuale: partiamo da chi ha la possibilità di incidere quotidianamente sulla vita delle persone».
L’ambizione è occupare un ruolo da protagonista nello scacchiere regionale, offrendo una casa a chi non si riconosce nell’attuale offerta partitica.
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