Ndrangheta, Bononia Gate, secondo capitolo: sequestrati società e patrimoni

Nuovo capitolo dell’inchiesta “Bononia Gate”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna. Dalle prime ore di oggi, 14 maggio, oltre cinquanta operatori della polizia di Stato e della Direzione investigativa antimafia stanno eseguendo sequestri preventivi in Emilia-Romagna, Calabria, Lombardia e Lazio.
I provvedimenti eseguiti oggi riguardano due sequestri preventivi finalizzati alla confisca di una villetta di pregio
a San Felice Circeo (LT) e una azienda operante nel settore della commercializzazione di calzature, con sede
sede legale a Bologna, e rete commerciale in Calabria, con punti vendita a Lamezia Terme, Catanzaro e Vibo Valentia.
“L’operazione si inserisce nell’ambito di una più ampia strategia che mira a colpire le organizzazioni criminali non soltanto tramite i provvedimenti personali ma anche sottraendo dalla disponibilità delle stesse i proventi illeciti
generati dal compimento di reati lucrogenetici”, fanno sapere gli inquirenti.
Il valore del patrimonio sottratto alla disponibilità dei clan ammonta a centinaia di migliaia di euro e comprende, oltre agli immobili, beni strumentali, capannoni industriali, conti correnti e quote sociali.Secondo gli inquirenti, la società sarebbe gestita da uno dei vertici del sodalizio criminale che l’avrebbe fittiziamente intestata a una prestanome.
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L’inchiesta rappresenta il secondo tempo di un’attività investigativa culminata lo scorso ottobre con l’esecuzione di otto misure cautelari. In quell’occasione, gli indagati erano stati accusati a vario titolo di associazione per
delinquere, bancarotta fraudolenta, truffa ai danni dello Stato e autoriciclaggio, aggravati dall’agevolazione mafiosa nei confronti della cosca di ‘ndrangheta dei Piromalli e Molè.
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A dare una svolta decisiva agli accertamenti patrimoniali è stata l’analisi tecnica dei dispositivi cellulari sequestrati durante la prima fase dell’indagine. Gli specialisti della polizia e della DIA hanno ricostruito i flussi economici e le
transazioni finanziarie, portando alla denuncia di altre tre persone per riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.
I numeri dell’operazione
Sono quindi quattro le regioni coinvolte, Calabria, Lombardia, Emilia Romagna e Lazio, cinquanta gli operatori impiegati, tra polizia di Stato e DIA, due i decreti di sequestro preventivo eseguiti e otto misure cautelari già eseguite nella fase di ottobre.
L’obiettivo finale, ribadiscono fonti investigative, resta quello di “ostacolare il riciclaggio e il reimpiego di tali ricchezze nel circuito economico finanziario legale a discapito degli operatori onesti”. L’intero compendio aziendale è stato ora affidato a un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale.
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