Piemonte

I nocciolini di Chivasso finiscono su Gambero Rosso

CHIVASSO – I nocciolini di Chivasso preparati con tre soli ingredienti – zucchero, albume e nocciole – e appena un grammo di peso sono il dolce più piccolo del mondo, ma il più grande nell’aggregare cultura, storia, commercio ed enogastronomia del territorio.

I nocciolini finiscono sul Gambero Rosso

Il tipico dolce chivassese friabilissimo e dall’intenso gusto di nocciola riesce a conquistare proprio tutti. Anche Gambero Rosso.

La giornalista Rosalba Graglia ha infatti dedicato ai nocciolini di Chivasso un articolo sulla miniguida della più grande casa editrice di cibo e vino in Europa. Una storia che parte dall’inizio dell’Ottocento e che ha fatto di questi dolcetti il simbolo della città alle porte di Torino che ha dedicato loro una targa commemorativa, collocata nel centro cittadino in occasione dei 120 anni.

La giornalista ne ripercorre le antiche origini fino a oggi, consigliando poi le tre pasticcerie in città in cui è possibile acquistare i nocciolini.

La storia dei nocciolini di Chivasso

Riconosciuto come Prodotto Agroalimentare della Regione Piemonte, il nocciolino di Chivasso è preparato unicamente da laboratori di produzione artigianale ubicati in città.

Piccolo, sfizioso, pervaso dal sapore caratteristico della Nocciola Piemonte “Tonda Gentile”, il nocciolino è croccante, friabilissimo e in bocca si frantuma sprigionando l’inconfondibile gusto di nocciola. Si abbina perfettamente con il caffè, con lo zabaione e con vini dolci e vellutati come il Passito di Caluso o il Moscato d’Asti.

Come nel XIX secolo, quando furono ideati dal pasticcere locale Giovanni Podio, oggi i nocciolini sono ancora prodotti con metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura, che rispettano l’antica ricetta ottocentesca.

Fu il cavalier Nazzaro a far conoscere i dolcetti chivassesi all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 – e in quell’occasione ricevette anche un attestato di merito – nonché all’Esposizione di Torino del 1911; per essi, nel 1904, ottenne il brevetto col relativo marchio di fabbrica rilasciato dal Ministero del Commercio del Regno d’Italia.

Lo stesso Vittorio Emanuele III di Savoia concesse all’intraprendente produttore chivassese il titolo di “fornitore della Real Casa”, e analogamente si comportarono i duchi di Genova.

Nel 2010, il marchio dei nocciolini di Chivasso è diventato di proprietà del Comune, ceduto dal Grande Ufficiale Mario Bertolino, genero del cavalier Nazario della ‘Confraternita del Sambajon e dij Noase’t’, che con questo atto intendeva donare alla cittadinanza un simbolo che sin dagli ultimi anni dell’Ottocento è stato per tutti i chivassesi un emblema e che ha contribuito a diffondere non solo nella nostra Regione ma in tutto il Paese il nome di Chivasso.

La storia dei dolcetti a forma di goccia, è costellata di numerosi riconoscimenti e tappe significative, ad iniziare dalla loro esposizione a Roma nel 1888 per passare alla più alta onorificenza internazionale all’Esposizione di Parigi nel 1900, agli ori a Bordeaux, Mila

Il primo nome della specialità fu quello di “noisettes”: voce francese che significa, semplicemente, “nocciole”. Il nome “nocciolini” comparve negli anni Trenta del Novecento: si era infatti nella cosiddetta Era Fascista, e le direttive del regime imponevano di depennare i termini stranieri.

Come vengono realizzati

Ancor oggi alcune pasticcerie del centro chivassese producono artigianalmente i nocciolini, seguendo la ricetta ottocentesca.

Come detto, l’antica specialità chivassese viene realizzata con soli tre ingredienti:

Nocciole Piemonte naturalmente sgusciate e tostate al punto giusto, zucchero e albume d’uovo; il tutto opportunamente raffinato e impastato da speciali macchine.

L’impasto viene poi portato a densità colante e immesso entro apposita macchina colatrice che provvede a stillare, in appositi fogli di carta paglia speciale, tante piccole goccioline, che devono essere lasciate asciugare per circa quindici o venti minuti e poi passate in forno per la debita cottura.

I piccoli gustosi dolci vengono successivamente racchiusi negli appositi sacchetti a tutti ben noti […]. Va fatto rilevare che i nocciolini sono igroscopici e pertanto soggetti a deterioramento, quindi vanno conservati sempre chiusi nei loro contenitori.

Un abbinamento che esalta il gusto dei dolcetti chivassesi è quello con la crema tipicamente subalpina detta zabaione: non per nulla, nel 1982 è nata – nella cittadina canavesana – la Confratèrnita dël Sambajon e djj Nocciolini, associazione che si prefigge lo scopo di valorizzare la secolare tradizione gastronomica del luogo.

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