Politica

“Sistema Sorrento”, l’ultima retata: sette arresti e due divieti di dimora. No del gip al sequestro dello stadio chiesto dai pm

Ci sono sette arresti, due divieti di dimora e sequestri preventivi per quasi 400mila euro nell’ultimo filone del “Sistema Sorrento“, l’inchiesta della Finanza di Massa Lubrense e della Procura Torre Annunziata sulla colossale fabbrica della corruzione costruita dall’ex sindaco Massimo Coppola.

In queste ore i finanzieri hanno notificato le ordinanze. Vanno agli arresti domiciliari l’ex consigliere comunale Vincenzo Sorrentino e Giovanni Coppola, un anziano signore di 86 anni detto “il barbiere”, che si appartava nel parcheggio dell’Hotel Gardenia con l’ex sindaco per complottare la compravendita di un’assunzione tramite concorso per un loro raccomandato. Vicenda che fu raccontata in esclusiva nell’ottobre scorso sulla nostra testata.

Per Coppola e per il sodale Raffaele Guida detto ‘Lello il Sensitivo’, che hanno collaborato con gli inquirenti e in questo filone sono solo indagati (ma restano ai domiciliari per il filone principale), è stato disposto il sequestro rispettivamente di 200mila e di 171mila euro circa. Quest’ultima somma fu già oggetto di sequestro probatorio l’anno scorso: era quasi tutta nascosta nell’incavo di un tavolo da biliardo, nella tavernetta di Guida, e fu scovata grazie al fiuto di un cane dei finanzieri, Gringo.

Divieto di dimora in Campania per l’ingegnere Gennaro Tse Tse Esposito, uno degli indagati per la torta di circa 5 milioni di euro degli appalti di progettazione e riqualificazione del Campo Italia, croce e delizia della tifoseria del Sorrento, costretto da alcuni anni a giocare a Potenza le gare casalinghe per l’inadeguatezza del proprio impianto ai parametri della serie C. La procura di Torre Annunziata – procuratore Nunzio Fragliasso, pm Giuliano Schioppi – aveva chiesto il sequestro dello stadio. Il gip Maria Concetta Criscuolo ha rigettato l’istanza, non ritenendo sussistenti i gravi indizi per la turbativa d’asta della gara di affidamento dei lavori di riqualificazione.

Il giudice infatti ha scremato e attenuato le richieste provenienti dall’ufficio inquirente, che aveva chiesto 21 misure cautelari, già ridotte dalla dottoressa Criscuolo a 15 prima dell’inizio degli interrogatori preventivi. Nella nota stampa della Procura, si ricorda che sono avvenuti tra il 16 e il 22 aprile.

All’esito degli interrogatori, il Gip ha deciso gli arresti domiciliari per un dirigente comunale e un funzionario amministrativo, per due imprenditori della comunicazione, Raffaele Guarino e Giuseppe Razzano, per il giornalista Antonio Gnassi, componente di alcune commissioni aggiudicatrici di gare ritenute truccate per favorire le associazioni vicine all’ex sindaco. E’ il secondo giornalista arrestato nel ‘Sistema Sorrento’, dopo l’ex staffista di Coppola Francesco Di Maio, patron di Agorà, settimanale che ha cessato le pubblicazioni. Divieto di dimora in Campania per un altro imprenditore.

Nel mirino ci sono 11 capi di imputazione, di cui 7 corruzioni e 4 turbative d’asta. Le gare oggetto degli arresti sono quelle della promozione del brand Sorrento, affidate alla ditta ‘Comunicando’ di Razzano, della promozione del brand Sorrento Asia Europa Italia affidati alla Kidea di Guarino, del progetto servizi demografici affidati alla Civico srl, la fornitura e posa in opera delle panchine smart affidati alla Hap Digital srl, l’adeguamento tecnologico Teatro Tasso affidato al Consorzio Stabile Valore Assoluto; la gestione del Teatro Tasso affidata all’ufficio K srl, l’adeguamento e riqualificazione stadio Italia Sorrento, il concorso per un posto di istruttore amministrativo. Alcune di queste gare furono segnalate nell’esposto all’anticorruzione del 13.10.2022 che diede il via alle indagini. Era firmato dal consigliere comunale del Pd Ivan Gargiulo, che si è ricandidato al consiglio comunale per le elezioni che si terranno il 24 maggio.

Nell’ordinanza il gip ribadisce in più parti, anche quando ritiene insussistenti le esigenze cautelari – alcuni indagati non ricoprono più incarichi – l’esistenza di gravi indizi di colpevolezza. E scrive che “dalle emergenze istruttorie è emerso, infatti, che il metodo della collusione, degli accordi tra pubblici ufficiali, faccendieri e imprenditori, delle rivelazioni di notizie per condizionare l’azione amministrativa era, in realtà, per alcuni indagati una modalità di gestione di relazioni ed attività professionali e/o imprenditoriali, più che un fatto legato alle gare e agli affidamenti eseguiti presso il comune di Sorrento nell’era Coppola”.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »