Iscrizioni “gonfiate” al convitto dell’Agrario di Todi, ex preside assolto

Sentenza di non luogo a procedere per l’ex dirigente scolastico dell’istituto agrario di Todi, accusato di falsità ideologica commesso da un pubblico ufficiale in atti pubblici per avere alterato, dolosamente, i dati relativi agli iscritti all’annesso convitto femminile e ai semi-convittori (coloro che utilizzano il servizio mensa) con l’obiettivo di ottenere un numero maggiore di educatori scolastici da impiegare nella sorveglianza degli studenti.
Nei documenti della Procura spoletina si contestava al dirigente scolastico che avessee dichiarato l’iscrizione di oltre 50 ragazze, nonostante la media reale fosse di circa 35 convittrici, fatto che avrebbe consentito l’aumento delle dotazioni organiche nel settore degli educatori scolastici: oltre le 40 iscrizioni, per ogni ulteriore gruppo di 10 convittrici, si otteneva un educatore in più.
Secondo la Procura sarebbero stati iscritti “tra i presunti convittori … numerosi nomi di extracomunitari residenti presso la Caritas, rispetto ai quali il dirigente dava disposizioni di predisporre la domanda di iscrizione”.
“Esprimo profonda soddisfazione personale e professionale per la sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste oggi formulata dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Spoleto nei confronti del professor Marcello Rinaldi, già preside dell’istituto Ciuffelli-Einaudi di Todi – scrive l’avvocato Pepe in una nota – È un esito che restituisce piena dignità a un Dirigente scolastico di assoluto valore, al suo operato ed al servizio reso in questi anni alla Comunità scolastica ed agli umbri. Questa decisione conferma il valore della giurisdizione, sia requirente sia giudicante, quando è guidata dal rigore dell’approfondimento e dall’equilibrio della valutazione. Va riconosciuto al Pubblico Ministero di aver colto, con grande attenzione e sapienza, la solidità delle argomentazioni difensive, superando così il primigenio teorema accusatorio. Dopo una prima fase molto delicata ed impegnativa, oggi riaffiorano la verità dei fatti e con essa la dignità della persona”.
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