Karol G – Tropicoqueta: Il nuovo manifesto del pop latino :: Le Recensioni di OndaRock
Dopo essersi ritagliata un ruolo ben riconoscibile nel circuito urban non anglofono, Karol G ha messo a segno un gran colpo nel 2023, grazie a “Mañana será bonito”, l’album che ha trasformato un prodigio del mondo ispanico in superstar globale, volando in testa alle classifiche di vendita anche al di fuori dei confini sudamericani, a iniziare da Spagna e Stati Uniti. Era un lavoro che risentiva della fine di una relazione, conferendo al classico beat reggaeton (suo marchio di fabbrica) una vena fortemente introspettiva. A due anni di distanza, con “Tropicoqueta”, la super-popstar colombiana cambia registro, mettendo a punto con il suo staff di collaboratori una vera e propria antologia della musica latina, un’esplosione di suoni e colori contenente un impressionante ventaglio di stili musicali che nel tempo hanno reso celebri comunità e culture del mondo sudamericano e caraibico.
Oggi Karol G non si limita più a dominare il reggaeton, ma dimostra di saper giocare con i generi, piegandoli al suo volere, alternandoli, oppure lasciandoli contaminare fra loro in maniera assolutamente naturale, innestando merengue, bachata, cumbia, salsa, vallenato nei ritmi della contemporaneità, in un collage che ha il sapore di un’estate infinita, perennemente sospesa tra festa e malinconia, su uno sfondo arancio, il medesimo colore dei tramonti più indimenticabili.
Ma “Tropicoqueta” non vuole essere soltanto la coraggiosa evoluzione artistica di un’icona pop globalista, no, intende soprattutto rappresentare una rivendicazione di appartenenza culturale, un manifesto di orgoglio latino. Per arrivare a questo risultato, Karol G amplia all’inverosimile lo scenario di riferimento, arricchendolo di suggestioni e lasciando entrare nel proprio mix i motivi che le arrivavano da bambina. L’incipit dell’album è già una dichiarazione d’intenti: una conversazione con la cantante messicana Thalia, una leggenda della musica latina, che osserva la costante evoluzione della “bichota” (sorta di soprannome di Karol G), termine reso popolare proprio da Karol, che indica una donna forte, potente, di successo, sicura di sé. Declinazione al femminile dello slang portoricano bichote (dall’inglese big shot), usato per descrivere un narcotrafficante di alto livello. Karol G ha riadattato il termine conferendogli un’accezione positiva, per celebrare l’empowerment femminile. Oggi Carolina Giraldo Navarro, questo il suo nome all’anagrafe, è diventata la “Tropicoqueta”, una combinazione delle parole “tropicale” e “coqueta” (traducibile in italiano come “civettuola”), incarnazione di una visione femminile festosa e fiera delle proprie radici.
Almeno due le canzoni che entrano di diritto in un’ipotetico best of latino del nuovo millennio. Anzitutto “Si antes te hubiera conocido”, snodo cruciale dell’intero lavoro, il colpo che vale una carriera, hit colossale rapidamente divenuta la più ascoltata dell’artista colombiana sulle piattaforme in streaming. Una canzone sul rimpianto che trasuda un’energia vitale, quasi incontrollabile, costruita utilizzando un raffinato paradosso narrativo: mentre il testo scava nella malinconia del “cosa sarebbe successo se…”, il ritmo impone la danza, l’abbandono, la celebrazione del presente. L’altro momento topico è nella coinvolgente descrizione di “Ivonny Bonita”, brano scritto e prodotto con la collaborazione di Pharrell Williams. Nonostante la lunghezza (venti tracce per quasi un’ora di musica), la tenuta del disco è sorprendente, una “playlist perfetta” che non perde mai forza e motivi d’interesse, sino alle battute conclusive, contrassegnate dalla dichiarazione globalista condivisa con Manu Chao, “Viajando por el Mundo”, e dalla title track che si impone come uno dei fulcri ritmico-emotivi del disco, costruita sulla celeberrima “Mambo No. 5”.
Ma gli omaggi vanno ben oltre la tradizione ispanica, giungendo a coinvolgere il George Michael di “Careless Whisper” (in “Cuando me muera te olvido”) e persino i Beatles di “And I Love Her” (nella sensualissima “A su boca la amo”).
Tanta tradizione – dicevamo – resa in maniera filologicamente ineccepibile (Karol G sa come far trionfare il più puro dei classicismi, in “No puedo vivir sin èl” e in una toccante “Ese hombre es malo”, nobilitata dalla presenza degli archi e di una formazione di mariachi), ma anche tanta modernità, nei reggaeton più efficaci del solito, fra i quali spiccano la programmatica “Latina Foreva”, la nostalgica “Tu perfume” e la iper-ritmata “Un gatito me llamò”, ispirata dal lavoro compiuto da Rosalia per “Motomami”.
Karol G include nel suo quinto album anche una canzone cantata in portoghese (“Bandida entrenada”) e una parzialmente in inglese (“Papasito”), ma in questo momento della sua carriera si lascia preferire quando si concentra sugli idiomi del Centro e Sud Ameirca. La doppia esibizione come headliner al Coachella 2026 ha funzionato da gigantesco spot promozionale per il lancio del tour, avvenuto proprio il giorno successivo al Weekend 2 del Festival californiano. E ora sono in tanti a voler ammirare dal vivo questa spettacolare festa tropicale, progettata per unire le due anime di Karol G: la donna che riflette sulle proprie cicatrici e l’artista che domina le classifiche mondiali.
“Tropicoqueta” rappresenta un salto ambizioso, attraverso il quale la superstar colombiana non si limita a consolidare il proprio regno ma codifica il nuevo pop latino, mostrando un profondo radicamento nelle proprie origini caraibiche e proiettandole verso un’universalità stilistica finora mai affrontata, rivestendo per la prima volta il ruolo di custode della cultura latina. Ha capito che, per restare rilevante, dopo aver conquistato il mondo non basta più cavalcare l’onda del ritmo dominante: deve trasformare il concetto di successo in quello di appartenenza. In tale contesto, “Tropicoqueta” diventa un capitolo essenziale per comprendere non soltanto dove sta andando il pop ispanico, ma anche dove ha finalmente deciso di ritornare. Se cercavate la versione femminile di Bad Bunny, ora l’avete trovata.
07/05/2026




