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Lo stadio dove iniziano i Mondiali sprofonda di un centimetro e mezzo al mese: è allarme in Messico. Interviene persino la Nasa

Manca meno di un mese all’11 giugno, giorno in cui si svolgerà la partita inaugurale dei Mondiali 2026 tra Messico e Sudafrica e lo stadio Azteca – proprio l’impianto che ospiterà l’eventonon è ancora pronto. Anzi, sprofonda di un centimetro e mezzo al mese. Questo è quanto riporta il quotidiano Daily Mail. Crescono infatti le preoccupazioni sulla stabilità strutturale dello stadio Azteca a Città del Messico, che l’11 giugno ospiterà la partita inaugurale dei Mondiali di calcio, con alcuni scienziati e funzionari che continuano a esaminare le segnalazioni di graduali movimenti del terreno sotto la capitale messicana. Secondo quanto riportato dal quotidiano d’informazione sportiva Marca, la Nasa sta monitorando la situazione utilizzando sofisticati satelliti radar in grado di rilevare minime variazioni della superficie terrestre.

Questa tecnologia permette ai ricercatori di mappare i cedimenti del terreno in tempo reale e di identificare le aree in cui le infrastrutture potrebbero essere sottoposte a una pressione crescente. In base ad alcune testimonianze, i danni all’interno dell’impianto sono diventati sempre più visibili, con frammenti di cemento che si staccano da alcune parti della struttura. Alcuni tifosi hanno anche prelevato pezzi dello storico stadio come souvenir, alimentando le preoccupazioni per la sua conservazione in vista del torneo mondiale. Gli scienziati attribuiscono il problema principalmente all’estrazione prolungata di acqua di falda dal sottosuolo di Città del Messico.

Marin Govorcin, scienziato del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, ha spiegato bene come stanno le cose: “Città del Messico sta sprofondando principalmente a causa dell’acqua sotterranea dalla falda acquifera sottostante: viene pompata a un ritmo che supera di gran lunga la ricarica naturale dovuta alle precipitazioni. Man mano che l’acqua viene prelevata, la falda acquifera si compatta sotto il peso della città sovrastante”.

Già nei giorni scorsi si era diffuse delle voci secondo cui – a un mese dall’inizio dei Mondiali di calcio, la cui partita inaugurale si terrà l’11 giugno a Città del Messico – lo Stadio Azteca della capitale messicana non è ancora completo al 100%. Secondo il calendario ufficiale, l’impianto avrebbe dovuto essere consegnato alla Fifa entro oggi, 30 giorni prima dell’inizio del torneo, in quanto tale anticipo è necessario per allestirlo adeguatamente con il marchio della competizione. Ma, dopo due anni di lavori, già alla sua riapertura ufficiale, avvenuta il 29 marzo in occasione dell’amichevole tra la nazionale di casa e il Portogallo, i tifosi presenti si sono lamentati della posizione e della disposizione dei posti a sedere.

La ristrutturazione dello storico stadio è stata caratterizzata da ostacoli sociali, di bilancio e amministrativi che hanno condizionato il progetto, i cui lavori sono partiti solo nel maggio 2024, nonostante il Messico sapesse già dal 2018 che sarebbe stato co-organizzatore del torneo, insieme a Stati Uniti e Canada. Nelle previsioni, le opere andavano completate entro la fine del 2025. Ma, per gli esperti, il restyling apportato a quello che ora si chiama Stadio Banorte Città del Messico non pare all’altezza degli standard richiesti per un evento della portata di un Mondiale. Lo stadio Azteca dovrebbe ospitare cinque partite del torneo: tre partite della fase a gironi, una dei trentaduesimi di finale e una dei sedicesimi. Non solo, perché qui si terrà una delle tre cerimonie di apertura, in cui per 90 minuti cantanti locali e internazionali si esibiranno in campo.

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