La cucina asiatica riscalda gli animi degli Zoomer

“The East side flavors, The West side habits”, ovvero “La cucina orientale entra nella quotidianità dell’Occidente”, Italia in primis, verrebbe da dire parafrasando West End Girls, brano dei Pet Shop Boys in voga alla fine degli anni ’80. A rilevarlo uno studio condotto nell’ottobre 2025 da Ipsos Doxa per Unilever/Knorr che ha coinvolto un campione rappresentativo composto da 500 persone d’età compresa tra i 18 e i 30 anni. Oggetto dell’interesse di oltre nove rispondenti su dieci (93%), la cultura asiatica verrebbe percepita come un’influenza importante (37%) e un’area in costante crescita (36%), non più legata esclusivamente a manga e anime (47%), ma estesa anche a serie televisive (37%) e soluzioni tecnologiche (37%).
Ad attrarre l’attenzione del 58% degli Zoomer del Bel Paese sarebbe proprio la cucina orientale, in tutte le sue declinazioni geografiche principali – dalla giapponese alla cinese, dalla coreana alla thailandese fino all’indiana – al punto che due intervistati su tre (69%) la includono tra le proprie preferenze culinarie e tre su dieci (30%) dichiarano di consumarla una o più volte la settimana. A gustarla a casa sarebbe, inoltre, un giovane italiano su tre (32%). Tra i piatti più gettonati troviamo il sushi (citato dal 39% del campione) che precede noodles e ramen (18%), sempre più spesso equiparati agli spaghetti. Ad attrarre gli Zoomer italiani sarebbero, invece, il gusto (55%), la ricerca di nuovi sapori (41%) e la varietà dei piatti (36%). “L’Asia rappresenta ormai un punto di riferimento per le nuove generazioni italiane – commenta Melissa Passeri, marketing / trade marketing manager di Knorr Italy – La cucina, a sua volta, ha ormai cessato di rappresentare un vezzo esotico bensì è entrata a far parte delle abitudini e dei linguaggi delle nuove generazioni”.
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