Lazio

30″. Il “no” alla sera e il fantasma scontri

Non ci sarà nessuna “notte magica” all’Olimpico, né tantomeno il posticipo del lunedì auspicato dalle istituzioni locali. Il Derby della Capitale torna a giocarsi alla luce del sole, quasi a voler esorcizzare i fantasmi di una violenza che la città non è ancora riuscita a lasciarsi alle spalle.

Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, ha spento sul nascere ogni ipotesi alternativa: domenica 17 maggio, ore 12:30. Una scelta che sa di resa per l’ordine pubblico, ma che la Lega rivendica come l’unica strada percorribile.

Il “no” alla sera: il fantasma della guerriglia

Le parole di De Siervo ai microfoni di Gr Parlamento non lasciano spazio a interpretazioni e pesano come pietre sulla reputazione della tifoseria romana.

“La sera, purtroppo, a Roma non è possibile giocare un derby”, ha dichiarato l’Ad, ricordando con amarezza le scene di “ordinaria follia” della scorsa stagione. Il riferimento è a quel quadrante della città, intorno a Ponte Milvio, messo a ferro e fuoco da frange di ultras: cassonetti in fiamme, vetrine in frantumi e un intero quartiere sotto assedio.

Nonostante l’ultimo tentativo di mediazione con le forze dell’ordine per riportare la sfida al classico orario delle 20:45, i precedenti hanno indotto alla massima prudenza. Il rischio di trasformare un evento sportivo in una guerriglia urbana sotto il mantello dell’oscurità è stato ritenuto troppo elevato.

Il braccio di ferro sugli Internazionali

La decisione della Lega ha però creato un corto circuito con le autorità cittadine. L’assessore allo Sport, Alessandro Onorato, e il questore Roberto Massucci avevano spinto per un inedito “Monday Night” il 18 maggio.

L’obiettivo era evitare la sovrapposizione con la finale maschile degli Internazionali BNL d’Italia al Foro Italico, un evento di portata mondiale che quest’anno, con l’attesa per Jannik Sinner, promette di paralizzare la città.

“Un’ipotesi fantasiosa”, l’ha liquidata seccamente De Siervo. Secondo la Lega, giocare di lunedì avrebbe paralizzato Roma in un giorno feriale, coinvolgendo oltre 300mila persone e danneggiando il palinsesto televisivo globale.

La soluzione delle 12:30, al contrario, viene presentata come l’unico compromesso possibile per “contemperare gli interessi di tutti”, permettendo ai tifosi di vedere il calcio a pranzo e il grande tennis nel tardo pomeriggio.

Un turno di campionato stravolto

Il “diktat” della Lega sul Derby ha generato un effetto domino sull’intera 37ª giornata. Per garantire la contemporaneità e la regolarità del campionato, anche sfide cruciali come Genoa-Milan, Juventus-Fiorentina e Como-Parma verranno anticipate alle 12:30 di domenica. Una scelta che non mancherà di far discutere i tifosi di mezza Italia, costretti a un insolito “lunch match” collettivo.

L’Olimpico a metà: la protesta degli ultras

Mentre le istituzioni discutono di orari e sicurezza, il clima sugli spalti si preannuncia gelido. Gli ultras della Lazio hanno già annunciato che non saranno presenti allo stadio in segno di protesta contro una decisione che considerano punitiva e penalizzante per la passione popolare.

Dopo il derby d’andata, anch’esso giocato a mezzogiorno, Roma si prepara a vivere un’altra stracittadina “dimezzata”: niente coreografie sotto le stelle, niente canti nella notte. Solo il sole alto di maggio a illuminare una sfida che, fuori dal campo, sembra aver già perso il suo fascino più autentico.

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