Senza allarmismi, ma la Regione sia pronta

Prevenzione, sorveglianza e coordinamento nazionale. Queste le richieste che Valentina Castaldini, capogruppo di Forza Italia in Regione Emilia-Romagna, in un’interrogazione alla Giunta sui possibili rischi legati all’Hantavirus, segnalato a bordo di una nave da crociera all’inizio di maggio, trasmesso solitamente dai roditori.
Il bilancio, aggiornato all’8 maggio 2026, conta sette casi confermati e tre decessi. Nonostante la gravità del ceppo, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’ECDC rassicurano: il rischio per l’Italia e l’Europa resta “molto basso”. L’ISS chiarisce che non ci sono casi in Italia.
“Necessario aggiornare i protocolli di risposta”
Per l’esponente azzurra “il crescente livello di mobilità internazionale e l’interconnessione dei flussi turistici e commerciali rendono necessario mantenere aggiornati i protocolli regionali di prevenzione e di risposta rispetto a possibili rischi epidemiologici emergenti”, sottolinea Castaldini.
Secondo quanto specificato dall’Ausl di Bologna, la trasmissione avviene principalmente per via ambientale: “L’infezione avviene per contatto diretto con escrementi di topo, per morso di topo o per inalazione di aerosol con materiale infetto. La trasmissione uomo-uomo è rara”.
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La richiesta di Castaldini è quella di attivare specifiche attività di monitoraggio e di intensificare il dialogo con il ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e le autorità competenti. L’obiettivo, spiega la consigliera, è muoversi d’anticipo per “verificare lo stato di preparazione della rete sanitaria regionale, il coordinamento con il Ministero della Salute e gli eventuali strumenti di informazione rivolti agli operatori sanitari e alla popolazione”, il tutto, specifica, “senza alimentare allarmismi”.
Il richiamo al nuovo Piano Pandemico
L’iniziativa si inserisce nella linea delle nuove direttive nazionali. Castaldini ricorda infatti che lo scorso 30 aprile la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al Piano Pandemico 2025-2029. “Si tratta – spiega – di un documento che amplia l’ambito di applicazione rispetto ai precedenti piani, estendendolo a tutte le pandemie causate da patogeni a trasmissione respiratoria ad alto potenziale, e introduce un approccio sistemico fondato su prevenzione, sorveglianza epidemiologica, capacità di risposta rapida e continuità dei servizi essenziali”.
La capogruppo chiede quali indicazioni siano già state fornite ai Dipartimenti di Sanità Pubblica, ai pronto soccorso e ai medici del territorio per il “riconoscimento precoce di eventuali sintomi compatibili” con l’infezione. Infine, l’azzurra incalza la Regione sulla necessità di predisporre attività informative e linee guida per offrire alla cittadinanza e agli addetti ai lavori “informazioni scientificamente corrette”.
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