Lazio

allarme occupazione tra i balneari

La stagione balneare è partita ufficialmente domenica 10 maggio, ma sul litorale romano l’avvio dell’estate assomiglia più a una corsa a ostacoli che a una ripartenza.

Tra stabilimenti ancora chiusi, concessioni sospese e cantieri aperti per la rimozione degli abusi edilizi, Ostia vive giorni di forte incertezza. E a pagare il prezzo più alto rischiano di essere centinaia di lavoratori stagionali.

A lanciare l’allarme è Confcommercio Roma, che parla di una vera emergenza occupazionale legata alla situazione degli stabilimenti balneari.

Secondo le stime dell’associazione, sarebbero circa 500 gli addetti a rischio lungo la costa romana, bloccati in un limbo amministrativo che sta rallentando aperture e assunzioni proprio all’inizio della stagione.

Il quadro attuale racconta un litorale ancora a metà servizio. Su circa sessanta strutture complessive, soltanto trentuno risultano operative.

Diverse realtà storiche del mare di Roma — tra cui Shilling, Sporting Beach, Kursaal e Hibiscus — sono rimaste chiuse dopo i provvedimenti legati agli abusi edilizi e alle verifiche sulle concessioni.

Una situazione che, oltre all’impatto sul turismo, sta producendo conseguenze dirette sul lavoro stagionale. Secondo le associazioni di categoria, soltanto nel tratto del Lungomare di Levante sarebbero già andati persi circa 150 posti di lavoro.

A rischio ci sarebbe inoltre un volume salariale stimato tra uno e quattro milioni di euro nel periodo compreso tra maggio e settembre, con ricadute anche sull’intero indotto fatto di fornitori, trasporti e servizi collegati.

Il nodo più delicato riguarda però i giovani lavoratori stagionali, molti dei quali contano sui mesi estivi per accumulare contributi utili all’accesso alla NASpI, l’indennità di disoccupazione.

immagine di repertorio

Con aperture ritardate e contratti ridotti, numerosi addetti potrebbero non raggiungere il requisito minimo delle tredici settimane contributive previste per ottenere il sostegno economico.

Da qui la richiesta avanzata da Confcommercio Roma Litorale Sud e dal Coordinamento Balneari alla Regione Lazio: attivare strumenti straordinari di sostegno al reddito per i lavoratori esclusi dalle tutele ordinarie.

«Serve un intervento urgente per evitare una crisi sociale che rischia di colpire centinaia di famiglie», ha spiegato la presidente di Confcommercio Roma Litorale Sud, Valeria Strappini, sottolineando come molti lavoratori si trovino oggi penalizzati da una situazione amministrativa indipendente dalla loro volontà.

Dal Campidoglio, intanto, l’assessore al Patrimonio Tobia Zevi continua a definire quella attuale una fase di transizione necessaria per riportare legalità e trasparenza nella gestione del demanio marittimo romano.

L’obiettivo dell’amministrazione resta quello di superare definitivamente il sistema delle concessioni contestate e degli abusi edilizi che per anni hanno caratterizzato parte del litorale.

Ma mentre il Comune procede con demolizioni e verifiche, sul territorio cresce la preoccupazione per una stagione iniziata senza certezze.

Tra stabilimenti chiusi, dipendenti in attesa di chiamata e imprenditori impossibilitati a programmare il lavoro estivo, Ostia si ritrova sospesa tra il tentativo di ricostruire il proprio futuro e il rischio concreto di perdere una parte importante della sua economia stagionale.

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