Sicilia

Voli cancellati e rincari carburante, il Codacons: i viaggiatori non devono pagare il conto dei disservizi

Il Codacons denuncia il rischio che voli cancellati, rincari del carburante e modifiche dei pacchetti turistici si trasformino in una nuova stangata per i cittadini che hanno già prenotato le vacanze. L’associazione richiama l’attenzione dei consumatori sui diritti previsti dal Codice del turismo, ricordando che chi acquista un pacchetto vacanza non può essere lasciato solo davanti a cancellazioni, aumenti di prezzo o cambiamenti imposti dagli operatori.

Il Codacons ricorda che, in caso di cancellazione del volo inserito in un pacchetto turistico, il viaggiatore ha diritto a soluzioni alternative adeguate. Il consumatore può usufruire di un pacchetto di qualità equivalente o superiore senza alcun supplemento di prezzo, oppure accettare un pacchetto di qualità inferiore con restituzione della differenza pagata. Qualora decida di recedere dal contratto nei casi previsti dalla normativa, ha diritto al rimborso delle somme già corrisposte.

L’associazione precisa che, se il problema si verifica quando la vacanza è già iniziata e diventa impossibile fornire una parte sostanziale dei servizi turistici pattuiti, l’organizzatore deve offrire, senza costi aggiuntivi per il viaggiatore, soluzioni alternative adeguate e, ove possibile, di qualità equivalente o superiore rispetto a quelle previste nel contratto. Nel caso in cui le soluzioni proposte siano di qualità inferiore, il consumatore ha diritto a un’adeguata riduzione del prezzo.

Il Codacons invita inoltre a prestare attenzione ai possibili supplementi legati ai rincari del carburante aereo. L’associazione ricorda che l’aumento del prezzo di un pacchetto turistico è ammesso solo se espressamente previsto dal contratto e deve essere comunicato in modo chiaro e preciso almeno venti giorni prima dell’inizio del viaggio, con l’indicazione della giustificazione dell’aumento e delle modalità di calcolo.

Il Codacons evidenzia che, se l’aumento supera l’8% del prezzo complessivo del pacchetto, il viaggiatore può scegliere se accettare la modifica proposta oppure recedere dal contratto senza spese. In caso di recesso, l’organizzatore può proporre un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, ma il consumatore non è obbligato ad accettarlo. Se non accetta la proposta alternativa, ha diritto al rimborso secondo quanto previsto dalla normativa.

L’associazione invita quindi i cittadini a conservare contratto, ricevute di pagamento, comunicazioni dell’agenzia o del tour operator, messaggi relativi a cancellazioni, modifiche del viaggio e richieste di supplementi. Si tratta di documenti essenziali per contestare eventuali aumenti illegittimi, chiedere rimborsi, ottenere riduzioni del prezzo o far valere il diritto di recesso nei casi previsti.

«Il consumatore – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – non può essere trasformato nell’anello debole della catena turistica. In presenza di voli cancellati, modifiche sostanziali del viaggio o aumenti di prezzo non correttamente comunicati, chi ha acquistato un pacchetto vacanza deve sapere di avere diritti precisi: rimborso, pacchetto alternativo adeguato, riduzione del prezzo o recesso senza penali nei casi previsti dalla legge. Il Codacons invita i viaggiatori a non accettare passivamente richieste generiche di supplementi o soluzioni peggiorative. Ogni aumento deve essere motivato, calcolato in modo trasparente e comunicato nei tempi previsti. Nessun rincaro può essere imposto all’ultimo momento e nessuna cancellazione può scaricare sui cittadini costi e disagi che la normativa pone a carico degli operatori», conclude Tanasi.


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