Catanzaro, stagione strepitosa. Ora serve il finale perfetto
Il Catanzaro ha tanti motivi per avere fiducia nel turno preliminare dei playoff. Il fattore “Ceravolo” e il vantaggio di avere dei due risultati su tre per andare avanti. La gestione dei giocatori e delle energie nelle ultime due settimane. L’entusiasmo di una squadra che dopo otto giornate non ne aveva vinta una e poi ha svoltato guardando negli occhi le corazzate. Il gioco – riconoscibile, piacevole ed efficace – che Aquilani ha impresso e sviluppato indipendentemente da chi sta in campo o è l’avversario. I giocatori e loro qualità: dal più giovane Liberali a Pittarello, da Favasuli al senatore Brighenti.
In questo momento l’Avellino è forse il peggiore cliente da affrontare nella gara secca: con Ballardini in panchina ha ottenuto 21 punti in 13 incontri, ha meritato la qualificazione agli spareggi, viaggia con entusiasmo (settore ospiti del “Ceravolo” sold out in pochi minuti) e un gruppo solido. Però il Catanzaro l’ha battuto in Calabria (1-0, gol di Cisse a metà dicembre) e lo stava facendo anche un mese fa in Irpinia non fosse stato fermato dall’uomo in meno e dal pari del portiere Iannarilli al 95’. Domani sarà un’altra storia e se Aquilani e i suoi non faranno scherzi… non ci saranno storie. Anche se non ci sarà (almeno non dall’inizio) Iemmello.
Non inganni la sconfitta subita 3-2 dal Bari venerdì scorso: non contava niente ed è stata appena la seconda in casa della stagione. La prima col Padova era di ottobre, poi sono stati messi in fila 14 risultati utili interni: in B non succedeva dal 1987-88 e in un torneo “pazzo” come questo non è banale. Dopo le prime quattro, per rendimento interno c’è proprio il Catanzaro. Lo stadio e il pubblico aiuteranno come sempre. Nelle ultime due gare Aquilani ha fatto riposare i titolari: Iemmello è un discorso a parte, gli altri sono annunciati al proprio posto, a partire dall’ottimo Pittarello, fermato dalla febbre col Bari: punterà a ritoccare il suo record di gol stagionali (12) arricchito dalle due doppiette consecutive con Spezia e Palermo. Oudin, recuperato alla causa, può diventare la carta in più di Aquilani: un’alternativa come il francese è un lusso.
L’entusiasmo è di tutta la squadra: di Pontisso al miglior campionato della carriera e, insieme a Petriccione, forma una delle più forti mediane del torneo; di Cassandro che è stato perfetto da centrale destro; di Brighenti che sembra un highlander o di Pigliacelli che c’è sempre quando serve. Ma la spinta dei più giovani, da Liberali a Favasuli fino ad Alesi e Rispoli, al primo playoff della carriera, può essere determinante come lo è stata finora, con le giocate e nel gioco che Aquilani ha dato al Catanzaro. Una stagione strepitosa merita di continuare.
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