Le due facce della capitale. Una Roma meravigliosa e l’inferno della città criminale – Il Tempo

C’è la Roma magica della Race for The Cure, del tennis al Foro Italico, dell’ippica a Piazza di Siena. È la Capitale che ci fa ancora innamorare. Ma c’è anche l’inferno della Roma criminale e dark. Al Quarticciolo don Coluccia (non lasciamolo solo) prosegue la sua battaglia di legalità, ma da mesi gli spacciatori alimentano la guerriglia contro le forze dell’ordine. Non facciamoli prevalere
No, non c’è una sola Roma. Ce ne sono almeno due: quella degli angeli e quella dei demoni. La prima è la Roma che ancora ci fa innamorare, che ci fa sentire orgogliosi, che – diciamolo senza sentimentalismo – ci fa battere il cuore. Guardate le immagini di ieri della Race for the cure: l’invasione pacifica di 200mila persone per un evento sportivo che al tempo stesso è anche un’occasione di impegno per una causa nobilissima (la lotta al cancro).
Quella marea umana sudata e sorridente con dietro il Colosseo è una foto che anche quest’anno ha meritatamente fatto il giro del mondo. Guardate ancora – sempre in questa prima Roma – il meraviglioso impazzimento del Foro Italico per gli Internazionali di tennis, per i supereroi Sinner-Musetti-Cobolli. Ci sarà pure un po’ di corsa supercafona al selfie e qualche schiamazzo di troppo, per non dire dei prezzi stellari dei biglietti (ahi). Ma lo spettacolo è indimenticabile: che tu abbia 14 o 74 anni, se lo vedi anche solo una volta, te ne ricorderai per sempre.
E lo stesso accadrà tra qualche giorno, nella cornice unica di Villa Borghese, con il Concorso ippico di Piazza di Siena che viene presentato proprio oggi in conferenza stampa. I riti e le magie di quell’evento le conoscete: il concerto al tramonto all’esordio, e poi le splendide performance di cavalieri e amazzoni e dei loro fantastici cavalli. È una Roma che regala a noi, e ovviamente ai turisti, esperienze uniche e indimenticabili. Un po’ come la Roma che sa sempre fare un figurone in occasione dei grandi eventi: pensate allo scorso Giubileo, alla morte del vecchio Papa e all’elezione del nuovo.
Poi però c’è la seconda Roma. E non mi riferisco solo a quella degli ordinari disservizi, a cui (purtroppo) ci siamo perfino abituati, una goccia di veleno al giorno. Parlo invece della Roma scura, della Roma dark, della Roma criminale in cui nessuno di noi vorrebbe avventurarsi. Leggete anche oggi le cronache del nostro Matteo Vincenzoni: la guerriglia da mesi al Quarticciolo, gli spacciatori che ancora vorrebbero spadroneggiare, il coraggio di don Coluccia (non lasciamolo solo!), e il gran lavoro di Polizia e Carabinieri in un contesto difficilissimo. Nei film, come sapete, quando arriva un’auto delle forze dell’ordine, le discussioni finiscono. E invece in alcuni angoli bui della nostra città accade il contrario: quando arrivano i Carabinieri o la Polizia, le discussioni cominciano, con gruppi violenti organizzati che cercano di contrapporsi, in qualche caso perfino di accerchiarli. E così pure l’esecuzione di un arresto diventa complicata.
Se ascoltate le testimonianze degli agenti, c’è da rimanere a bocca aperta: ormai le chiamate «causate» da italiani sono pochissime, al massimo qualche lite domestica, mentre tutto ruota intorno all’immigrazione illegale intrecciata al business della droga. Badate bene: il lavoro degli uomini in divisa è già ottimo. Il numero dei blitz al Quarticciolo non si conta più. Da mesi, in un’altra zona calda (Termini-Esquilino), si viaggia al ritmo di un arresto al giorno, e l’80% dei fermati sono stranieri. Avete letto bene: 80%, in un paese in cui i residenti non italiani sono in tutto l’8% della popolazione.
Le stesse statistiche sui reati sono in fondo rassicuranti, così come il ministro Piantedosi può rivendicare un altro risultato incredibile: gli sbarchi, quest’anno, risultano dimezzati rispetto all’anno scorso. Anche a Termini non si è fatto poco. I lettori ricorderanno che, al mio esordio qui a Il Tempo, il 2 dicembre scorso, titolammo in prima pagina «Operazione Salva-Termini», e i nostri fantastici cronisti organizzarono dieci giorni consecutivi di inchiesta: sulla stazione e su tutta l’area circostante, un quartiere Esquilino ormai devastato dall’immigrazione illegale e da un decennio di accoglienza insensata e slabbrata patrocinata dalla sinistra. Nonostante mille difficoltà, il Viminale in questi mesi ha fatto tanto, e oggi la differenza in positivo si vede.
E tuttavia resta la sensazione di due città in una: la prima luccicante e bellissima, la seconda oscura e pericolosissima. Ah dimenticavo: la prima, oltre a Il Tempo, ve la descrivono tutti gli altri media; la seconda ve la raccontiamo solo noi. Chissà perché.
Source link




