Trasporti, torna la protesta. Sindaci chiamati al confronto: “Servizi da migliorare”

Si riaccende la protesta sui trasporti e stavolta l’obiettivo del comitato costituito da Cgil, pendolari, enti e associazioni è quello di coinvolgere i sindaci nel confronto con la Regione. A ottobre in mille si trovarono sotto il Grattacielo di piazza Piemonte, chiedendo più mezzi, più assunzioni e un miglioramento del servizio su treni e autobus. Ora “Il trasporto che ci salva”, così si chiama il comitato, torna alla carica annunciando non una manifestazione ma un incontro pubblico, aperto ad Anci, Uncem, Ali, ovvero gli enti che rappresentano primi cittadini e amministratori locali. La data non è ancora ufficiale ma potrebbe essere il 12 giugno, a Torino. «Presenteremo il documento che abbiamo già consegnato alla giunta ad ottobre e coinvolgeremo anche i consiglieri regionali oltre ai sindaci. Diamo seguito al percorso intrapreso lo scorso anno», spiega Stefania Pugliese, componente della segreteria Cgil Piemonte con delega al settore. Allo studio ci sono anche altre iniziative sui territori, insieme agli stessi comuni.
Dopo la sanità – sabato 23 maggio ci sarà il nuovo corteo per la salute pubblica, a tre anni di distanza dal primo – il sindacato rosso riapre quindi la vertenza sui trasporti. Anche in questo caso non lo fa da solo, ma insieme a sigle interessate a vario titolo alla mobilità, all’ambiente, al sociale. Al comitato, fin da subito, hanno aderito i pendolari del Comis (Coordinamento mobilità integrata e sostenibile), Legambiente, Federconsumatori, Udu (Unione degli universitari), Fridays for future, Arci, Libera. La Regione resta per ora sulla sua posizione di cauto dialogo. «Se ci sono contributi costruttivi li accogliamo volentieri, partendo dal presupposto che si può e si deve fare sempre meglio», osserva l’assessore ai Trasporti Marco Gabusi. Tuttavia, precisa, «in questi anni i servizi ferroviari sono aumentati anche con le riaperture di diverse linee sospese e con i 71 treni nuovi» e «lo stesso percorso si otterrà con le gare che sono in avvio per il servizio di trasporto su gomma».
Ciliegina sulla torta della protesta sono poi i tagli di 23 milioni di euro apportati con l’ultimo bilancio regionale per colmare il passivo della sanità. La giunta Cirio garantisce che i soldi verranno reinseriti a luglio e che non ci saranno effetti di alcun genere sui servizi, perché la somma corrisponde semplicemente all’ultima mensilità dell’anno da versare a Trenitalia e per allora sarà ripristinata. Ma le richieste del comitato arrivano da più lontano. La base è appunto il dossier approntato in autunno, in cui erano contenuti gli esiti di un questionario rivolto a quasi 2mila piemontesi, pendolari e viaggiatori, con un focus per ogni quadrante. Dalle risposte emergeva il congestionamento dell’area metropolitana, troppo soggetta a disagi, l’inadeguato collegamento dei poli industriali, il rischio isolamento per diverse zone collinari e montane. Questo almeno secondo la maggioranza degli interpellati: il 53% ha giudicato scarsa o pessima la qualità del servizio sia in città sia nelle province.
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