Catanzaro, la strategia per essere al top ai playoff
È sempre complicato giudicare una squadra sperimentale quando scende in campo senza nulla in ballo come ha fatto il Catanzaro contro il Bari. I pugliesi non vincevano in B al “Ceravolo” dal 1977 e probabilmente non ci sarebbero riusciti se i giallorossi avessero avuto in testa qualcos’altro rispetto ai playoff. Quindi va preso per quello che è il ko per 3-2 che ha interrotto la striscia di 14 partite interne senza sconfitte: una battuta d’arresto incassata da una formazione pensata per evitare di sprecare risorse, fisiche e mentali: martedì (ore 21) arriva l’Avellino e la squadra di Aquilani sarà molto diversa, molto più simile a quella che ha dato spettacolo per un bel pezzo di stagione.
«Stiamo per giocare una partita che vale più di tutte, riposiamo e ripartiamo pronti e motivati come se fosse la finale delle finali», metteva in guardia l’allenatore dopo l’incontro col Bari.
Il quinto posto con 59 punti e 62 gol segnati è comunque un ottimo bottino, uno dei migliori fra i cadetti per i giallorossi: «Possiamo fare un bilancio di un campionato molto positivo, meraviglioso, ora che si è chiusa la regular season», spiegava il tecnico. «Volevamo vincere e l’abbiamo approcciata bene, il gioco gratifica ma ci è mancata la fame per portare a casa punti, per questo c’è amarezza visto che i ragazzi meritavano spazio e un risultato positivo che è sempre la finalizzazione del lavoro che compi», aveva aggiunto Aquilani con un’espressione delusa che era tutta un programma: «Perdere conta e non mi fa essere soddisfatto».
Il Catanzaro ha giocato bene nonostante quattro esordienti da titolari (Marietta, Esteves, Koffi e Bashi), un solo senatore dal via (Brighenti) e un altro fermo da un mese (D’Alessandro). Ha costruito occasioni ma non ha saputo sfruttarle, un paio anche clamorosamente con Koffi, nel finale diventato il marcatore numero 20 delle Aquile: il possesso palla del 75%, sei tiri in porta a tre e le quattro “grandi occasioni” rispetto alle tre degli avversari la dicono lunga sulla disparità di qualità sotto quasi ogni aspetto, ma ribadiscono pure che motivazioni e attenzioni marcano spesso la differenza decisiva e sono esiziali quando puoi si regalano chance da rete con troppa leggerezza: «Ho visto cose belle, ma anche tre tiri e tre gol presi, tutti evitabili. Koffi? È arrivato a gennaio dal campionato di Malta, ha alzato completamente la dimensione, ha qualità però è un peccato abbia fallito la rete che nel primo tempo avrebbe potuto darci il 2-1 e instradare l’incontro diversamente. Anche Bashi, che ha tanti margini di crescita, meritava una chance dall’inizio».
Insomma, la classica gara di fine torneo con un turnover evidentemente legittimo: «Abbiamo calcolato tutto, Petriccione veniva da un problemino fisico, Pittarello era a casa con la febbre, Antonini e Pontisso dovevano riposare, Liberali aveva avuto un fastidio alla caviglia e per questo era rimasto libero a Palermo. L’unico che ha una situazione “borderline” è Iemmello, che so quanto voglia esserci martedì, però ci sono altri due-tre giorni per valutare.
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